La Calabria sta vivendo una delle peggiori crisi idriche degli ultimi anni. Le fonti d’acqua sono a secco, e la situazione è particolarmente critica nei bacini di riferimento come quello dell’Alaco e del Menta. Sorical, la società regionale di gestione delle acque, ha segnalato un drastico calo delle riserve, spingendo le autorità a considerare inevitabile il razionamento. Il quadro allarmante è aggravato dalla siccità e dalle reti idriche deteriorate, rendendo necessario un intervento immediato per garantire l’approvvigionamento fino all’autunno.
La diga sull’Alaco, che serve il Vibonese, è al 71,2% della sua capacità massima, mentre quella sul Menta, che rifornisce Reggio Calabria, è scesa al 40%. Questa drastica riduzione è particolarmente preoccupante considerando che, nello stesso periodo degli anni passati, i livelli erano molto più alti. Nel 2023, la diga del Menta era all’85% e due anni fa al 92%. Sorical ha allertato le Prefetture e la Protezione Civile in previsione dell’arrivo dei vacanzieri, che potrebbe ulteriormente aggravare la situazione.
Di fronte a tali emergenze, la riduzione dei prelievi è diventata una misura inevitabile. Alcuni quartieri di Reggio Calabria stanno già sperimentando il razionamento dell’acqua, e situazioni critiche si registrano anche nella Locride, dove le precipitazioni sono state scarse. Nel Vibonese, in particolare nelle località turistiche come Tropea, Zambrone e Parghelia, la sorgente Conture è in forte calo, costringendo a ricorrere a pozzi e bypass.
La Presila crotonese, un’altra area gravemente colpita, sta vedendo un calo drastico della produzione d’acqua dagli acquedotti collegati al fiume Lese, che servono molti comuni tra Cosenza e Crotone. La produzione è scesa da 130 litri al secondo a 70 litri, rendendo necessaria la turnazione dell’erogazione dell’acqua. Anche in provincia di Catanzaro, a Stalettì, i pozzi hanno subito un forte calo di produzione.
In provincia di Cosenza, il fiume Trionto è ancora in carenza idrica. Tuttavia, gli acquedotti dell’Alto Tirreno Cosentino e della zona del Pollino, grazie alle nevicate invernali, sono per ora in condizioni migliori e non richiedono misure straordinarie.
Sorical ha suggerito ai tecnici comunali di chiudere gli impianti notturni e informare adeguatamente la popolazione per contenere i consumi. Cataldo Calabretta, amministratore unico di Sorical, ha sottolineato l’importanza di una corretta gestione delle reti di distribuzione interna e di contrastare con fermezza i prelievi e gli utilizzi impropri. Anche l’ingegnere Roberto Coscarelli del Cnr di Cosenza ha evidenziato l’importanza di ridurre al minimo gli sprechi e le perdite nelle reti, dato che la frequenza dei periodi di siccità è aumentata rispetto al passato.
La situazione in Calabria richiede misure immediate ed efficaci per fronteggiare l’emergenza idrica, che rappresenta una minaccia per la sostenibilità della regione e per la qualità della vita dei suoi abitanti.