Nella prossima seduta del Consiglio regionale, che si terrà il 26 luglio, potrebbe essere discusso anche il referendum consultivo obbligatorio per la fusione tra Cosenza, Rende e Castrolibero. Questa proposta è emersa durante la Conferenza dei capigruppo di Palazzo Campanella convocata nella giornata di lunedì dal presidente Filippo Mancuso.
La proposta di indire il referendum per la creazione della “Grande Cosenza” è stata presentata dai consiglieri regionali di centrodestra Caputo, Gentile, De Francesco, Mannarino, Molinaro, Straface, Graziano e Gallo ed è stata già approvata in prima Commissione. Inizialmente si pensava di portarla in aula dopo l’estate, ma durante la Conferenza dei capigruppo si è deciso di accelerare i tempi.
Questa possibile fusione tra i tre comuni ha generato dibattiti e discussioni all’interno della politica locale, con diverse posizioni espresse dai vari gruppi consiliari. Sarà interessante vedere come si evolverà la situazione e quale sarà la decisione finale del Consiglio regionale riguardo a questo referendum.
Sul fronte politico, il provvedimento in questione rappresenta indubbiamente uno dei più rilevanti dell’intera legislatura. Da mesi infatti, si assiste a un acceso dibattito sulla fusione, che coinvolge sia favorevoli che contrari, provenienti anche da diverse fazioni politiche. Secondo quanto emerso finora, vi sono segnali di apertura anche all’interno del centrosinistra, e si ipotizza che l’accoglimento della richiesta di posticipare l’entrata in vigore della legge al 2026 anziché al 2025 potrebbe garantire il voto favorevole del centrosinistra in Consiglio regionale. Riguardo ai tempi, il referendum potrebbe svolgersi in autunno, tra settembre e ottobre. Tuttavia, non mancano forti resistenze sul fronte territoriale, in particolare da parte di Rende e Castrolibero. Per quanto riguarda l’ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale del 26 luglio, non si discuterà di autonomia differenziata nonostante il tentativo dell’opposizione di “spingere” su questo punto. Si affronteranno invece questioni legate al bilancio, mozioni e interrogazioni.