Città unica, il progetto di Piero Minutolo non si ferma: nuova iniziativa

Scopri i vantaggi del progetto di fusione tra Cosenza, Rende e Castrolibero, sostenuto dall'ex sindaco della città dei bruzi attraverso l'associazione Io Partecipiamo e dalle autorità locali

Piero Minutolo, presidente dell’associazione “Io Partecipiamo”, sostiene da anni la fusione tra Cosenza, Rende e Castrolibero. L’idea, che ha guadagnato slancio di recente, mira a creare un’unica realtà urbana, unendo i tre comuni sotto un’unica amministrazione. Minutolo, ex sindaco di Cosenza, crede che questa fusione possa portare numerosi benefici economici e infrastrutturali.

Secondo Minutolo, la creazione di una grande municipalità porterebbe a un aumento delle entrate e alla riduzione dei costi politici. In particolare, si prevede un incremento delle entrate pari a 10 milioni di euro all’anno per 15 anni e una significativa riduzione delle spese amministrative. L’unificazione consentirebbe inoltre di migliorare i servizi pubblici e aumentare il peso specifico del nuovo comune, che supererebbe le 100.000 unità in termini di popolazione.

Il progetto prevede anche miglioramenti nei collegamenti viari e la creazione di un Polo di ricerca all’Unical, l’Università della Calabria. Questi sviluppi sono visti come fondamentali per la crescita economica e lo sviluppo sostenibile dell’area. Durante un recente dibattito organizzato da Minutolo, nel salone parrocchiale della chiesa di Sant’Aniello, sono state ribadite queste potenzialità. Al dibattito hanno partecipato rappresentanti regionali e locali, mostrando un variegato ma complessivamente favorevole supporto verso il progetto.

La delegazione regionale, composta dai consiglieri Pierluigi Caputo (Forza Italia) e Luciana De Francesco (Fratelli d’Italia), ha sostenuto il disegno di legge sulla fusione. Questa legge è in procinto di essere discussa nel consiglio regionale della Cittadella, passaggio preliminare ai referendum in cui i cittadini saranno chiamati a esprimersi sulla fusione e sul nome del nuovo comune. Le opzioni attualmente considerate includono “Cosenza”, “Nuova Cosenza” e “Cosenza, Rende e Castrolibero”.

Nel corso dell’evento, diverse opinioni tecniche e politiche sono state presentate. Tra gli interventi tecnici, il professore Demetrio Festa dell’Università di Arcavacata e Pierfrancesco Perugini, rappresentante del Centro documentazioni e studi Pasquale Perugini, hanno illustrato i benefici della fusione. Politicamente, il progetto è stato sostenuto anche da Giuseppe Graziano, leader di Azione, e Carlo Guccione, dirigente nazionale del Partito Democratico.

Tuttavia, l’assenza dei sindaci dei comuni coinvolti, Franz Caruso (Cosenza) e Orlandino Greco (Castrolibero), ha sollevato interrogativi. Pur non essendo completamente contrari al progetto, i sindaci hanno contestato il metodo utilizzato dalla Regione, accusandola di non aver considerato adeguatamente le posizioni dei Consigli comunali.

In conclusione, la fusione tra Cosenza, Rende e Castrolibero rappresenta una potenziale rivoluzione per l’area urbana, con l’obiettivo di creare una città più grande e coesa. Se approvato, il progetto potrebbe portare a significativi vantaggi economici e sociali, favorendo uno sviluppo sostenibile e integrato per il futuro.

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