Sergio Ferrari eletto presidente del consiglio direttivo di Arrical

Il sindaco di Cirò Marina e presidente della Provincia di Crotone, supportato anche da amministratori civici, assume la guida dell'ente che gestisce i settori idrico e rifiuti in Calabria

Sergio Ferrari, sindaco di Cirò Marina e presidente della Provincia di Crotone, è stato eletto alla presidenza del consiglio direttivo di Arrical, l’Autorità di governo per i settori idrico e dei rifiuti in Calabria. Ferrari, già vicecoordinatore regionale di Forza Italia, ha ottenuto un numero di voti superiore al previsto, raccogliendo consensi anche tra amministratori locali di profilo civico, tra cui il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, che era considerato uno dei possibili candidati ma che alla fine non è stato proposto all’assemblea dei 40 sindaci.

Il “parlamentino” di Arrical, riunitosi dopo un rinvio, ha anche approvato all’unanimità lo statuto dell’ente, apportando alcune modifiche alla bozza presentata dall’ex commissario straordinario, Bruno Gualtieri. Uno degli emendamenti più significativi prevede che il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, possa nominare un manager temporaneo, un “reggente”, fino a quando non saranno completate le procedure per la nomina del direttore generale, come stabilito dalla legge istitutiva.

La vittoria di Ferrari è anche vista come un successo politico per Occhiuto, che ha mantenuto il controllo della governance di Arrical. Il presidente della Regione ha partecipato a entrambe le sedute dell’assemblea, ribadendo il suo desiderio di ampia condivisione politica intorno alle decisioni dell’ente, pur mantenendo salda la gestione nelle mani della sua maggioranza.

Dall’altra parte, il centrosinistra ha mostrato una certa mancanza di coesione. Non solo i numeri lo dimostrano – Ferrari ha ricevuto 28 voti favorevoli, con 10 astensioni e 2 assenze – ma anche il fatto che la candidatura del sindaco di Cassano allo Jonio, Gianni Papasso, sostenuta inizialmente dalla sinistra, è stata ritirata senza una chiara strategia. La situazione evidenzia una fragilità del centrosinistra nel guidare le dinamiche interne del consiglio, nonostante la presenza di sindaci progressisti in quattro dei cinque capoluoghi calabresi.

La governance dell’ente sarà cruciale per future decisioni su acqua e rifiuti in Calabria, e il sistema di voto non ponderato, che assegna un voto per fascia di popolazione piuttosto che per peso politico, potrebbe rivelarsi determinante nelle prossime fasi.

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