La nomina del nuovo Garante delle persone con disabilità da parte del Consiglio comunale di Rende riaccende il confronto politico sull’efficacia degli organismi istituiti dall’amministrazione cittadina. A sollevare dubbi sulle modalità di gestione e sui risultati prodotti dalle diverse figure di garanzia è il gruppo consiliare GenerAzione, attraverso le dichiarazioni di Giovanni Bilotti e Adriana Calvelli.
Al centro delle osservazioni dei due esponenti politici non figura tanto l’istituzione del nuovo incarico, quanto la necessità di assicurare che le funzioni attribuite ai garanti si traducano in attività concrete, verificabili e utili alla collettività.
Per GenerAzione, la tutela delle persone con disabilità richiede strumenti operativi, indipendenza e un confronto costante con i cittadini, evitando che la nuova figura rimanga confinata a un ruolo esclusivamente formale.
Bilotti: «Gli incarichi si vedono benissimo, i risultati molto meno»
Giovanni Bilotti concentra la propria analisi sull’organizzazione amministrativa adottata nel corso dell’ultimo anno, contestando quella che definisce una moltiplicazione di incarichi e responsabilità istituzionali non sempre accompagnata da un’adeguata rendicontazione delle attività.
L’esponente di GenerAzione utilizza l’espressione «araldica amministrativa postelettorale» per descrivere un sistema nel quale, a suo giudizio, la distribuzione delle nomine avrebbe assunto un peso maggiore rispetto alla valutazione dei risultati.
«Fin dall’inizio abbiamo assistito alla distribuzione di numerosi incarichi distinti più per quantità che per efficacia. Una volta assegnati i titoli, dei risultati si perdono spesso le tracce», dichiara Bilotti.
La critica riguarda dunque il rapporto tra il numero delle figure istituite e la loro effettiva capacità di incidere sulle problematiche della comunità.
Bilotti richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di distinguere il conferimento di una responsabilità istituzionale dall’esercizio concreto delle funzioni previste.
«Da oltre un anno assistiamo a una sproporzione evidente: gli incarichi si vedono benissimo, i risultati molto meno. Le deleghe sembrano diventate un album delle figurine: l’obiettivo è completare la collezione. Poi, quando si chiede cosa abbiano prodotto tutte queste investiture, sembra quasi di commettere un’indelicatezza istituzionale».
Secondo il consigliere, il punto centrale riguarda la possibilità di verificare pubblicamente l’operato dei soggetti nominati, attraverso informazioni puntuali sulle iniziative promosse e sugli obiettivi raggiunti.
Garanti dell’Infanzia e del Verde, GenerAzione chiede chiarimenti
Le osservazioni del gruppo consiliare prendono in considerazione anche alcune figure già presenti nell’assetto istituzionale del Comune di Rende.
In particolare, Bilotti fa riferimento ai Garanti dell’Infanzia e del Verde, organismi disciplinati da specifici regolamenti comunali che ne definiscono competenze e responsabilità.
Secondo GenerAzione, nonostante l’attribuzione di funzioni precise, le informazioni relative alle attività svolte sarebbero rimaste insufficienti.
Per ottenere chiarimenti, il gruppo ha presentato un’interrogazione finalizzata a conoscere nel dettaglio il lavoro effettuato dai garanti e i risultati eventualmente conseguiti.
La risposta ricevuta ha però suscitato ulteriori perplessità tra i consiglieri, poiché a fornire i chiarimenti richiesti sarebbe stato un componente della Giunta comunale, anziché i diretti interessati.
Una circostanza che, secondo GenerAzione, apre una questione relativa all’autonomia degli organismi di garanzia e alle modalità con cui devono riferire al Consiglio comunale.
Calvelli: «L’autonomia vale fino al momento in cui bisogna raccontare ciò che si è fatto»
Sul tema interviene Adriana Calvelli, che pone l’accento sul rapporto istituzionale tra i garanti e l’assemblea consiliare.
Per l’esponente di GenerAzione, gli organismi dotati di autonomia dovrebbero rispondere direttamente delle proprie attività, soprattutto quando vengono richiesti chiarimenti nell’ambito delle prerogative di controllo del Consiglio.
«Se abbiamo istituito organismi autonomi, con un rapporto diretto con il Consiglio, è naturale che siano loro a rendere conto del proprio operato. Invece parla l’Amministrazione al loro posto. A Rende l’autonomia vale fino al momento in cui bisogna raccontare ciò che si è fatto», afferma Calvelli.
La consigliera considera la risposta fornita dall’assessore un elemento significativo delle criticità segnalate dal gruppo.
La questione, secondo questa impostazione, non si limita alla comunicazione istituzionale, ma investe il funzionamento degli strumenti di controllo e la possibilità per il Consiglio di acquisire informazioni direttamente dai soggetti ai quali sono state affidate determinate responsabilità.
GenerAzione chiede quindi una rendicontazione più chiara e diretta, ritenendo necessario che l’autonomia riconosciuta ai garanti trovi riscontro anche nelle modalità di confronto con l’assemblea comunale.
Il nuovo Garante delle persone con disabilità al centro del confronto
La recente nomina del Garante delle persone con disabilità rappresenta il nuovo elemento attorno al quale si sviluppa il dibattito politico.
Si tratta di una figura chiamata a svolgere un ruolo importante nella tutela dei diritti, nell’ascolto delle esigenze delle persone con disabilità e nell’individuazione delle criticità che possono ostacolare la piena partecipazione alla vita sociale.
Proprio per la delicatezza delle competenze attribuite, Adriana Calvelli sottolinea l’importanza di garantire condizioni adeguate allo svolgimento dell’incarico.
«La disabilità è un tema troppo serio per diventare l’ennesima casella nell’organigramma. Serve una figura indipendente, capace di ascoltare, segnalare criticità, avanzare proposte», dichiara la consigliera.
La posizione espressa da GenerAzione evidenzia la necessità che il nuovo organismo possa esercitare concretamente le proprie funzioni, mantenendo un rapporto diretto con le persone interessate, le famiglie e le realtà che operano nel settore.
L’indipendenza della figura di garanzia viene indicata come una condizione essenziale per affrontare le problematiche legate all’accessibilità, all’inclusione e alla tutela dei diritti.
Trasparenza e risultati, le richieste del gruppo consiliare
Le dichiarazioni di Bilotti e Calvelli delineano una critica più ampia al metodo seguito dall’amministrazione comunale nella distribuzione e nella gestione degli incarichi.
Per GenerAzione, l’efficacia delle figure istituzionali dovrebbe essere valutata attraverso il lavoro effettivamente svolto e non soltanto attraverso la loro istituzione formale.
Da questa impostazione deriva la richiesta di conoscere le iniziative realizzate dai garanti già nominati, le eventuali problematiche affrontate e i risultati ottenuti nell’ambito delle rispettive competenze.
Il gruppo consiliare pone inoltre l’attenzione sulla necessità di assicurare un rapporto trasparente tra gli organismi autonomi e il Consiglio comunale, affinché le attività svolte possano essere sottoposte a una valutazione istituzionale.
La nomina del Garante delle persone con disabilità diventa così un’occasione per riportare al centro del confronto politico il funzionamento degli strumenti comunali di tutela.
L’obiettivo indicato da Bilotti e Calvelli è evitare che l’istituzione di nuove figure si esaurisca nel conferimento degli incarichi, assicurando invece un’attività continuativa e riconoscibile a beneficio dei cittadini.
Resta dunque aperto il confronto sulle modalità con cui l’amministrazione comunale intende garantire la piena operatività dei diversi organismi e rendere verificabile il loro contributo alla gestione delle problematiche cittadine.
Seguici su
Aggiungi cosenzatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.