Si è fatta “inaccettabile” la situazione del servizio mensa per i Vigili del fuoco del Comando provinciale di Cosenza. Le organizzazioni sindacali UIL FP, CISL, Federdistat, CGIL e USB hanno inviato un formale preavviso di proclamazione dello stato di agitazione del personale, chiedendo l’attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione.
La lettera, datata 2 ottobre, è indirizzata alle segreterie provinciali e per conoscenza al comandante provinciale Roberto Fasano, al direttore regionale Maurizio Lucia, al funzionario referente del servizio mensa Francesco Grimaldi e alla Prefettura di Cosenza.
L’episodio di Scalea
A far precipitare la situazione è quanto accaduto il 1° ottobre al distaccamento di Scalea. Secondo i sindacati, al personale del Turno C non è stato possibile garantire né il pranzo né la cena previsti dal menu, per la totale indisponibilità delle materie prime. I vigili del fuoco in servizio hanno dovuto provvedere all’alimentazione autonomamente e a proprie spese.
Un problema che dura da tempo
Le sigle sottolineano che le criticità sul servizio, affidato alla ditta Gruppo San Michele S.r.l., sono state segnalate più volte. Nel documento si parlano di difformità qualitative e quantitative delle materie prime, rotazione dei menu non rispettata, assenza o scarsa presenza di alcuni alimenti, carenza di prodotti biologici e a chilometro zero e sostituzione delle pietanze previste con altre. Secondo i sindacati, la stessa Direzione regionale della Calabria, con nota del 21 settembre 2026, ha evidenziato contestazioni che riguardano diverse sedi del Comando.
Le richieste
I sindacati chiedono cinque cose:
- il riconoscimento dell’indennità forfettaria sostitutiva della mensa, o in alternativa dei buoni pasto, al personale del Turno C di Scalea per i pasti non fruiti il 1° ottobre;
- l’estensione dal 1° ottobre di questo trattamento a tutti i distaccamenti che usufruiscono della mensa, per chi, a fronte di difformità comprovate rispetto al menu, rinunci al pasto dandone preventiva comunicazione al funzionario di servizio;
- la verifica immediata delle circostanze, con l’individuazione delle responsabilità e i provvedimenti previsti dal contratto verso la ditta, comprese contestazioni e sanzioni;
- il ripristino di un servizio regolare e continuativo in tutte le sedi;
- la convocazione urgente di un incontro con le organizzazioni sindacali.
Le sigle parlano di “mancanza di attenzione e di rispetto” verso lavoratori che garantiscono ogni giorno il soccorso pubblico “anche in condizioni operative particolarmente impegnative”. In assenza di un riscontro immediato e di interventi risolutivi, si riservano ulteriori iniziative di mobilitazione nelle sedi competenti.
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