Il costo dei pacchetti di sigarette è destinato a subire un nuovo rincaro a partire dal 2027, proseguendo il trend di crescita già avviato nel corso del 2026. Secondo quanto emerge dalle stime ufficiali contenute nella relazione tecnica allegata alla Legge di Bilancio, l’incremento medio previsto sarà di circa 25 centesimi a pacchetto.
L’impatto economico non sarà tuttavia uniforme per tutti i prodotti: l’aumento effettivo varierà a seconda della marca, della composizione del prezzo, delle accise e del regime fiscale applicato ai tabacchi lavorati.
Le cause dei rincari: la componente specifica dell’accisa
Alla base dei nuovi aumenti vi è l’innalzamento progressivo della componente specifica dell’accisa sulle sigarette, stabilito dalla normativa di bilancio:
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2026: l’importo è fissato a 32 euro ogni 1.000 sigarette.
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2027: la quota salirà a 35,50 euro ogni 1.000 sigarette.
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2028: l’importo raggiungerà i 38,50 euro a partire dal 1° gennaio.
La stima degli effetti fiscali nel tempo
Valutando l’insieme degli effetti fiscali complessivi, la relazione tecnica traccia un quadro dei rincari sul cosiddetto “prezzo equo medio”:
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Anno 2026: incremento stimato di circa 15 centesimi a pacchetto.
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Anno 2027: l’aumento salirà a circa 25 centesimi a pacchetto.
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Anno 2028: l’incremento complessivo arriverà a circa 40 centesimi a pacchetto.
I fumatori dovranno dunque prepararsi a un’ulteriore stangata nei prossimi anni, guidata dalla progressiva stretta fiscale sui prodotti da fumo.
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