Presentata a Palazzo dei Bruzi la 44ma edizione della Sagra dell’uva e del vino

Franz Caruso: “Vogliamo far conoscere questo patrimonio anche fuori dai nostri confini e creare intorno ad esso nuove opportunità”

Sei giorni tra città, vino e territorio. Un progetto più ampio costruito attorno ad una manifestazione che appartiene alla storia stessa della città. Raddoppia e si rilancia verso nuovi e importanti orizzonti la Sagra dell’uva e del vino giunta alla sua 44ma edizione. Questa mattina l’atteso appuntamento autunnale, in programma tra Cosenza e Donnici dal 6 all’11 di ottobre, è stato presentato nel salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi nel corso di una conferenza stampa che ha visto la partecipazione del Sindaco Franz Caruso e dell’Assessore alle attività produttive, commercio, artigianato e turismo, Rosario Branda. Con loro Francesca Bozzo (Accademia Donnici doc), Mariella Ciardullo (Vivi Donnici) e Arcangelo Pagliaro, rappresentanti dell’Associazione temporanea di scopo costituitasi tra le realtà associative del territorio di Donnici, per la prima volta insieme per dare un contributo comune, ciascuna con compiti definiti e complementari, al consolidamento della sagra anche in ottica di sviluppi futuri proiettati verso un enoturismo che possa valorizzare ancor di più la produzione vitivinicola del territorio ed il paniere dei prodotti tipici locali. “Donnici non è un corpo estraneo alla città – ha detto in apertura di conferenza stampa il Sindaco Franz Caruso – Donnici è la città. Nella mia idea di città non c’è posto per le periferie. E Donnici, in questo momento, è il centro della nostra città. Abbiamo voluto raddoppiare le giornate dedicate alla sagra – ha aggiunto Franz Caruso – perché abbiamo voluto coinvolgere tutto il territorio in questa esperienza che trae origine dalle intuizioni feconde del nostro Assessore Rosario Branda che anche in questa occasione ha portato innovazione”. La manifestazione partirà martedì 6 ottobre, alle ore 18,00, da Palazzo dei Bruzi, con la consegna ufficiale al Sindaco Franz Caruso, da parte del Presidente dell’Associazione nazionale “Città del Vino”, Angelo Radica, della Bandiera che simboleggia lo status di Città del Vino.

“Un riconoscimento – ha puntualizzato Franz Caruso – che abbiamo ottenuto grazie alla peculiarità, alle caratteristiche e alle potenzialità del nostro vino. L’adesione all’Associazione Nazionale Città del Vino non è per noi – ha detto ancora il primo cittadino – un riconoscimento da esibire. Rappresenta uno strumento utile ad implementare nuove opportunità di crescita e sviluppo. Vogliamo mettere maggiormente in relazione la DOP Donnici e i suoi produttori con la ristorazione, il commercio, la cultura, il turismo e l’accoglienza. Vogliamo far conoscere questo patrimonio anche fuori dai nostri confini e creare intorno ad esso nuove opportunità”. Il Sindaco ha inoltre ricordato che dopo i primi tre giorni (6,7 e 8 ottobre) a Cosenza, la Sagra tornerà a Donnici nella sua sede abituale. “Ci sposteremo per la tre giorni classica nelle piazze. nelle strade e nei vicoli del borgo antico dove sarà possibile immergersi in quella esperienza che rappresenta una tradizione tra le più antiche del nostro territorio, ma che si rinnova ogni anno con altri aspetti per noi ancora più attrattivi”. Anche sull’unione delle realtà associative donnicesi nell’Associazione temporanea di scopo, Franz Caruso ha espresso la sua soddisfazione. “E’ la prima volta che questo accade ed è un messaggio importante, perché si sostanzia in un percorso che abbiamo voluto da subito portare avanti: l’unità delle nostre positività e professionalità per far emergere le cose migliori di questa esperienza. Sono certo che da questa nuova visione di coinvolgimento del territorio scaturiranno risultati certamente positivi. Tutto quello che stiamo mettendo insieme – ha sottolineato ancora Franz Caruso prima di chiudere il suo intervento – fa parte di quella Cosenza attrattiva che ormai è diventata il marchio identitario della nostra città. Quando la città si sviluppa e cresce nella sua interezza e utilizza tutti gli aspetti più importanti del territorio per offrire al cittadino, ma soprattutto a chi viene da fuori, quella visione di città che diventa attrattiva e che si apprezza fino al punto di rimanere a viverla, vuol dire che si è colto nel segno”. A delineare i contorni del progetto più ampio messo in piedi dall’Amministrazione comunale per l’edizione 2026 della Sagra, è poi intervenuto l’Assessore Rosario Branda che ha valorizzato una volta di più l’ingresso di Cosenza nella Rete delle città del vino.

“Questo significa – ha spiegato Branda – entrare nel circuito dell’enoturismo che ha valori impressionanti”. E Branda ha fornito delle cifre che, stando alle statistiche, sanciscono il valore dell’enoturismo in Italia al 31 dicembre 2025. “Le cifre – ha rimarcato l’Assessore – parlano di circa 11 miliardi di euro. Le previsioni al 2030, cioè tra 4 anni, parlano di 4 volte tanto, e cioè di oltre 40 miliardi di euro di fatturato. Se si riuscisse ad intercettare una fetta piccolissima di questo fatturato, sarebbe un risultato ragguardevole per il nostro territorio dove praticamente non manca nulla: dai prodotti identitari al vino. Da aggiungere che con il progetto Cosenza attrattiva e Cosenza contact che pensa di far recitare a Cosenza il ruolo di città Hub, potremmo pensare di allargare il bacino che potrebbe essere interessato all’enoturismo e che potrebbe andare da Castrovillari a Bisignano, a Montalto e chiudere l’anello con Donnici. Il segmento dell’enoturismo si muove, infatti, durante tutto l’anno e durante tutti i fine settimana e soprattutto mette in moto la filiera corta delle produzioni locali”. Poi l’Assessore Branda ha spiegato le ragioni del raddoppio delle giornate dedicate alla Sagra. “Per far percepire la qualità del vino di Donnici abbiamo pensato alle tre giornate di Cosenza, preparatorie alla tradizionale sagra di Donnici”. Le altre due giornate, successive alla consegna della bandiera dell’Associazione Città del vino, saranno incentrate una sulla conoscenza, organizzata in collaborazione con l’Università della Calabria, sul valore nutrizionale del vino collegato alla produzione agroalimentare e servirà anche a sfatare una serie di fake news sull’utilizzo consapevole del vino. La terza giornata è dedicata, invece, ai produttori di Donnici e ai loro enologi per far capire come è strutturata la Dop di Donnici, quali sono i vitigni che la compongono, quali le caratteristiche organolettiche e soprattutto gli sforzi che vengono profusi, in termini di investimento, tanto in vigna, quanto in cantina, per far sì che il vino di Donnici venga percepito come di pregio ed eccellente”. Per Francesca Bozzo dell’Accademia del Donnici doc “oggi si è messo un punto fermo e importante nella costruzione di un percorso che è dato dall’unione del territorio con le diverse realtà che lo costituiscono a livello di associazionismo. Siamo cittadini di Donnici che si sono uniti nel segno della valorizzazione del territorio, attraverso la sagra che è il nostro fiore all’occhiello capace, in tre giornate, di movimentare circa 30 mila persone. Il desiderio di ampliare lo sguardo ben oltre la sagra è per noi fondamentale. Vogliamo costruire, a piccoli passi, un percorso virtuoso fatto di economia, benessere e bellezza”. Nel dettaglio delle attività è poi entrata Mariella Ciardullo dell’Associazione “Vivi Donnici”, capofila nell’ATS, che ha parlato di “programma ricco di attività culturali ed artistiche”.

Ciardullo ha sottolineato l’apertura ai produttori locali, come i ristoranti del luogo, che, nei tre giorni della sagra a Donnici, allestiranno propri stand. In programma anche i giochi popolari curati dalla Polisportiva di San Michele Arcangelo, la gara di dolci, aperta alle massaie di Donnici, altro evento storicizzato, ed anche il torneo di briscola, in ossequio sempre alle tradizioni popolari. Nei giorni della sagra, per l’accesso nel borgo antico di Donnici, funzionerà anche un servizio navetta, con tempi di percorrenza brevi, che collegherà Cosenza a Donnici ed anche Piano Lago a Donnici. La conferenza stampa è stata conclusa da Arcangelo Pagliaro che ha fornito il dettaglio degli appuntamenti musicali ed artistici, con 25 spettacoli in 3 giorni, distribuiti in 6 piazze. Ogni piazza avrà una sua tematica: culturale, artistica, musicale. Si andrà dalla musica popolare al reggae, alla musica rock, con un vero e proprio raduno di gruppi rock autoctoni che vantano una lunga tradizione. Completano il quadro, una serata dedicata alle minoranze linguistiche (grecaniche, occitane e arbereshe), altre serate-tributo dedicate al cantautorato italiano con omaggi a Francesco Guccini, Fabrizio De Andrè e Rino Gaetano, e, ancora world music e jazz. “Una vastissima panoramica” – ha aggiunto Arcangelo Pagliaro. Spazio anche al teatro, a quello per bambini e per i più grandi. E ogni sera, chiusura con i Dj set.

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