La gestione della mobilità e la fluidità della circolazione stradale tornano al centro del dibattito politico e urbanistico a Rende. Attraverso una nota ufficiale, il movimento politico Laboratorio Civico ha espresso una forte preoccupazione per gli ultimi interventi applicati alla rete viaria cittadina, definendo la situazione attuale come un sistema che rischia di paralizzare i flussi di traffico anziché agevolarli.
Al centro delle critiche vi è l’adozione di soluzioni viarie puntuali — tra cui modifiche ai sensi di marcia, nuove rotatorie e impianti semaforici — realizzate senza una visione d’insieme. Secondo l’analisi del movimento, la mancanza di una strategia sistemica provoca un mero spostamento del carico veicolare da un punto all’altro della città, creando veri e propri imbuti di traffico.
Le criticità del nodo di Quattromiglia
Tra i casi citati nell’analisi spicca la nuova rotatoria di Quattromiglia, situata all’intersezione tra via Volta, via Nobile e via Da Vinci. Secondo la ricostruzione di Laboratorio Civico, l’assetto dell’incrocio costringe gli automobilisti a percorsi alternativi complessi per raggiungere determinate direzioni, obbligando la circolazione a spingersi fino alla rotatoria di via Colombo soltanto per effettuare l’inversione di marcia.
A questa situazione si aggiunge una percepita incoerenza nelle scelte urbanistiche: mentre in alcuni snodi si sceglie di eliminare i semafori a favore delle rotatorie, in aree limitrofe — come l’intersezione tra via Lenin, via Papa Giovanni XXIII e via Salvador Allende — si assiste al processo opposto, con la reintroduzione degli impianti semaforici a regolazione del traffico.
La richiesta di dati e studi di impatto
Il nodo fondamentale della questione, evidenzia la nota, non risiede nella scelta tecnica tra semaforo e rotatoria, bensì nella carenza di un piano strutturale della mobilità. L’assenza di valutazioni d’impatto a catena rischia di trasformare ogni singolo intervento in una misura temporanea che trasla le code nelle vie adiacenti.
Laboratorio Civico solleva quindi interrogativi sull’esistenza di studi preventivi relativi ai flussi di circolazione, sollecitando la pubblicazione di eventuali simulazioni matematiche e protocolli di verifica sul campo post-realizzazione. L’auspicio formulato dal movimento è il passaggio da un approccio procedurale empirico a una pianificazione della mobilità basata sui dati, capace di integrare le esigenze di residenti, studenti dell’Università della Calabria, lavoratori e attività commerciali dell’intero territorio rendese.
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