Semplificazione, snellimento burocratico e deroghe mirate: sono questi i pilastri della strategia messa in campo dalla Giunta regionale della Calabria per fronteggiare i danni causati dai cicloni e dalle mareggiate di inizio anno. L’obiettivo dell’esecutivo è permettere la tempestiva ripresa delle attività balneari, messe a dura prova dall’erosione costiera tra gennaio e febbraio.
Il vicepresidente della Regione, Filippo Mancuso, ha anticipato i contenuti di un imminente emendamento alla legge regionale sulle concessioni demaniali marittime. La proposta legislativa mira a introdurre una “flessibilità normativa” indispensabile per evitare la chiusura definitiva di numerose imprese del settore.
Il modello delle deroghe: flessibilità spaziale
L’intervento ricalca lo schema già adottato durante l’emergenza pandemica, adattandolo però alle criticità geomorfologiche attuali. Nello specifico, le modifiche consentirebbero agli operatori di:
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Riposizionare le strutture: Spostare la collocazione dello stabilimento qualora l’area originaria sia stata cancellata dall’erosione.
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Rimodulare le superfici: Modificare il senso di estensione dell’occupazione demaniale per adattarsi ai nuovi profili della linea di costa.
Asset strategico e coordinamento ambientale
«La stagione estiva rappresenta un asset strategico per l’economia e il Pil regionale», ha sottolineato Mancuso, evidenziando come la Regione intenda fungere da facilitatore tra le esigenze degli imprenditori e il rispetto delle norme ambientali. Resta infatti prioritario il coordinamento con gli enti preposti ai controlli sulle acque di balneazione per garantire uno standard qualitativo elevato.
L’iter legislativo e il nodo Bolkestein
Nonostante la forte volontà politica, il percorso verso l’approvazione definitiva richiede rapidità. Il testo dovrà superare il vaglio delle Commissioni competenti prima di approdare in Aula. La corsa contro il tempo è dettata dalla necessità di fornire certezze agli operatori entro l’inizio della stagione.
Sullo sfondo della vicenda rimane tuttavia l’incertezza legata alla direttiva Bolkestein. Nonostante i pronunciamenti della Corte Costituzionale, il tema delle concessioni attende ancora una definizione organica a livello nazionale, elemento che continua a pesare sul clima di investimento a lungo termine dei balneari calabresi.