Castrolibero, il peso del “caso Mazzuca” sui conti dell’Ente: rischio dissesto e stallo politico

Il risarcimento per la tragedia del 2008 supera i due milioni di euro. L'opposizione con la Consigliera Anna Morrone attacca: «Costi lievitati e servizi pubblici a rischio».

Quella che era nata come una drammatica vicenda giudiziaria si è trasformata, a quasi vent’anni di distanza, in un’ipoteca sulla stabilità finanziaria del Comune di Castrolibero. Il “caso Mazzuca”, relativo alla morte di Robertino Mazzuca avvenuta nel 2008 durante l’esondazione del torrente Surdo, presenta oggi un conto che supera i due milioni di euro. Una cifra che, sommandosi a un disavanzo pregresso di pari entità, proietta l’Ente verso una condizione di estrema fragilità economica.

L’impatto del contenzioso sulla spesa pubblica

La strategia difensiva adottata dall’Amministrazione comunale è finita nel mirino della consigliera di minoranza Anna Morrone, la quale evidenzia come la dilazione dei tempi non sia stata indolore: il rinvio delle decisioni ha generato una crescita esponenziale degli interessi, trasformando il debito in un carico insostenibile per la comunità.

A pesare sul bilancio non è solo l’eventuale risarcimento agli eredi, ma anche l’ingente esborso per le consulenze legali esterne, che ammontano a circa 90 mila euro. Nonostante due gradi di giudizio sfavorevoli, la Giunta ha deliberato lo scorso settembre un nuovo mandato per opporsi agli atti di precetto. «Una resistenza processuale che sottrae risorse vitali alle manutenzioni e alla programmazione territoriale», denuncia Morrone.

I nodi della responsabilità e l’isolamento istituzionale

Un elemento chiave della vicenda riguarda la custodia del guado, che risultava formalmente in capo al Comune già dal 2002. Questo dettaglio tecnico ha indebolito la posizione difensiva dell’Ente nelle sedi giudiziarie. A peggiorare il quadro è intervenuta, nel 2022, l’estromissione della Regione Calabria dal giudizio: un passaggio che ha rimosso la possibilità di una ripartizione degli oneri risarcitori, lasciando il Comune di Castrolibero come unico soggetto debitore.

Il bivio tra giustizia e bilancio

Oltre ai numeri, resta aperta la ferita umana di una famiglia che attende risposte da diciotto anni. La critica politica si sposta dunque sulla mancata ricerca di una transazione, che avrebbe potuto limitare i danni erariali e porre fine a un iter estenuante.

Oggi l’Amministrazione si trova davanti a una scelta obbligata: insistere in un contenzioso dagli esiti incerti o procedere verso una chiusura definitiva per mettere in sicurezza i conti pubblici. La gestione di questa crisi rappresenterà, nei prossimi mesi, il vero banco di prova per la credibilità istituzionale e la tenuta amministrativa di Castrolibero.

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