Si è tenuta a Rende la conferenza stampa di fine anno di Pasquale Tridico, europarlamentare del Movimento 5 Stelle e capogruppo di The Left a Bruxelles. Il rappresentante pentastellato, indicato come candidato della coalizione di centrosinistra alla presidenza della Regione Calabria, ha analizzato i primi mesi della legislatura regionale, sollevando critiche strutturali all’operato della giunta guidata da Roberto Occhiuto.
L’analisi economica e il nodo risorse
Secondo Tridico, l’avvio dell’azione di governo avrebbe privilegiato l’ampliamento della struttura politica rispetto alle urgenze del territorio. «Le prime decisioni hanno riguardato nomine e nuovi incarichi, incidendo sui conti pubblici senza benefici per i cittadini», ha dichiarato l’europarlamentare. Il focus si è poi spostato sulla programmazione comunitaria 2021-2027: dei 3 miliardi di euro disponibili, risulterebbero spesi soltanto 200 milioni.
Tridico ha inoltre denunciato lo storno di fondi strategici: «Dieci miliardi per l’Alta Velocità sono scomparsi e i 14 miliardi sottratti al Ponte sullo Stretto non sono stati reinvestiti in Calabria e Sicilia. È un danno gravissimo per la mobilità del Sud».
Sanità e servizi primari
Il tema della sanità resta centrale nel dibattito. L’esponente del M5S ha contestato il mancato superamento del commissariamento, promesso dal Governo nazionale, e ha evidenziato le criticità quotidiane vissute dalla popolazione, citando l’inefficienza delle reti idriche e le carenze dei presidi ospedalieri. La proposta dell’opposizione verte su una campagna di reclutamento straordinaria di personale medico attraverso incentivi mirati.
Conflitti di interesse e trasparenza
Sul piano politico-istituzionale, Tridico ha sollevato la questione del potenziale conflitto di interessi relativo alla presenza di Filomena Greco in Commissione Sanità. «È un principio elementare sottolineato dall’Anac», ha ribadito, confermando come la questione sia oggetto di confronto e contrarietà anche tra gli altri capigruppo di minoranza in Consiglio regionale.
Conclusioni
In chiusura, il candidato del centrosinistra ha stigmatizzato quella che definisce una «comunicazione istituzionale social» che non accetterebbe il dissenso, ribadendo che la denuncia delle inefficienze non è un attacco alla regione, ma un atto di tutela verso i calabresi. «Senza una gestione oculata e una strategia chiara, la Calabria rischia di perdere l’ultima occasione di sviluppo».
