Regione Calabria, trattative in stallo sulla nuova Giunta: nodo quote rosa e nomi da bilanciare

Il presidente Occhiuto al lavoro per chiudere la squadra di governo in 48 ore: tra pressioni politiche, riequilibri di genere e aspirazioni territoriali, la composizione resta incerta

Un rebus da sciogliere entro due giorni. Il presidente Roberto Occhiuto, rieletto alla guida della Regione Calabria, è alle prese con una trattativa complicata per la formazione della nuova Giunta, segnata da pressioni incrociate, richieste di rappresentanza territoriale e vincoli di genere. Nelle ultime ore, il governatore ha intensificato i contatti con i rappresentanti dei partiti alleati, cercando di raccogliere indicazioni e chiudere il cerchio su una rosa di nomi ancora incompleta.

Il vero ostacolo è rappresentato dalla composizione di genere dell’Esecutivo. Secondo quanto stabilito dallo Statuto calabrese, in una Giunta di sette componenti dovranno essere garantite almeno due presenze femminili. Se Forza Italia sembra pronta a indicare una donna, scegliendo tra Pasqualina Straface o Rosaria Succurro, Fratelli d’Italia e Lega propongono solo uomini, rendendo complesso l’equilibrio finale auspicato da Occhiuto.

Alcune conferme sono date per certe: Gianluca Gallo all’Agricoltura e Giovanni Calabrese, il cui nome circola anche per il ruolo di vicepresidente, dovrebbero far parte della nuova squadra. Ma l’incastro dei restanti assessorati richiede una sintesi che tenga conto degli equilibri tra territori e del rispetto delle quote rosa, elementi che rallentano la chiusura dell’accordo.

Parallelamente, si apre la partita per la presidenza del Consiglio regionale. Tra i nomi in corsa ci sono Filippo Mancuso (uscente, Lega), Salvatore Cirillo (Forza Italia, vicino a Cannizzaro) e Giuseppe Mattiani, leghista eletto nella circoscrizione Sud. Anche in questo caso, il tema della rappresentanza territoriale inciderà sulla scelta finale.

Altro punto chiave sarà la nomina di consiglieri regionali ad assessori, che aprirà spazi in Aula per i cosiddetti “supplenti”. In Fratelli d’Italia, ad esempio, si valuta la promozione di Antonio Montuoro, scelta che consentirebbe il ritorno di Filippo Pietropaolo, fedelissimo di Wanda Ferro, oggi sottosegretaria all’Interno. Nonostante il suo profilo sia considerato ideale per un ruolo di primo piano nell’Esecutivo, Ferro ha chiarito di voler continuare l’impegno al Viminale.

Infine, resta da definire il ruolo di Noi Moderati. Il partito ha proposto Sergio Torromino, ma la loro presenza nella Giunta non è ancora certa. Una possibilità concreta potrebbe arrivare solo se Pino Galati riuscisse a proporre una candidatura femminile, contribuendo così a sciogliere il nodo cruciale della parità di genere.

Il tempo stringe e Occhiuto dovrà trovare un equilibrio entro 48 ore, tra esigenze interne alla coalizione, vincoli statutari e pressioni politiche. La nuova squadra di governo regionale è ancora un puzzle aperto, in attesa dell’ultima, decisiva combinazione.

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