Rosa Vespa, la sera del 21 gennaio scorso rapì una neonata di un giorno dalla clinica privata Sacro Cuore di Cosenza. Si è deciso che si sottoporrà al giudizio abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica, come disposto dal giudice per le indagini preliminari Letizia Benigno; l’udienza di lunedì 29 settembre ha fissato per il 27 ottobre l’affidamento dell’incarico al perito. La famiglia della madre della piccola, inclusi i nonni paterni e materni, si è costituita parte civile.
La Vespa è accusata di sottrazione di minore con l’aggravante di aver agito in un luogo sensibile. Il giudice ha accolto la richiesta, rilevando la presenza di due consulenze diametralmente opposte. Attualmente la donna resta agli arresti domiciliari.
Il marito Moses Omogo (43) era con lei al momento dell’azione; la sua posizione è stata stralciata e presumibilmente archiviata. Secondo le indagini, Vespa aveva simulato una gravidanza per nove mesi ed era andata a partorire in modo fittizio. Le immagini di videosorveglianza interne hanno mostrato la coppia che si allontanano a bordo di un’auto intestata a Omogo; poco dopo la polizia è intervenuta e ha trovato i coniugi in festa in casa, con Sofia vestita con una tutina azzurra.
La piccola è quindi tornata tra le braccia dei genitori dopo circa tre ore di ansia.