Chi sostiene i costi dell’auto blu utilizzata dal presidente dimissionario della Regione Calabria, Roberto Occhiuto? La domanda solleva interrogativi legittimi, alla luce delle fatture emerse negli ultimi mesi e di un doppio canale di finanziamento che potrebbe ricadere sulle casse pubbliche in modo ridondante.
Secondo i documenti ufficiali, la Regione continua a coprire direttamente il noleggio dell’auto di rappresentanza, nonostante il Consiglio regionale versi mensilmente una somma fissa di 3.893 euro al presidente, proprio per le spese legate all’utilizzo di un veicolo istituzionale. Il sospetto è che i cittadini calabresi stiano pagando due volte lo stesso servizio, una volta attraverso il bilancio del Consiglio e un’altra tramite il dipartimento Economia della Cittadella.
L’ultimo documento contabile risale al 18 luglio 2025: si tratta di una fattura da circa 2.300 euro, parte di un contratto di noleggio della durata di 30 mesi, riguardante una nuova Audi utilizzata da Occhiuto dopo l’incidente che, nel gennaio 2024, aveva distrutto la precedente Land Rover.
Le spese sono giustificate come necessarie per l’attività di rappresentanza e per la sicurezza del presidente della Giunta regionale, ma ciò non chiarisce perché vi sia un doppio finanziamento. In base a una delibera dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale del 2013, è previsto che i consiglieri — e in particolare i presidenti della Giunta e dell’Assemblea — ricevano una indennità accessoria destinata proprio al noleggio del mezzo istituzionale. La somma, consultabile pubblicamente sul sito ufficiale del Consiglio regionale, compare tra i compensi associati alla carica ricoperta da Occhiuto.
In sostanza, mentre il presidente percepisce regolarmente questo contributo, la Regione provvede comunque, separatamente, al pagamento diretto del contratto di affitto dell’auto blu. Un’anomalia che genera dubbi sulla corretta gestione delle risorse pubbliche, soprattutto in un momento delicato come quello della transizione istituzionale, con l’imminente scioglimento dell’assemblea e la convocazione delle elezioni regionali anticipate.
L’entourage di Occhiuto minimizza, ma l’analisi contabile evidenzia un potenziale conflitto tra il principio di unicità del rimborso e la prassi amministrativa attualmente in vigore. Non si tratta di una questione solo tecnica, ma anche politica, in quanto coinvolge la trasparenza nella gestione dei fondi destinati ai vertici istituzionali della Regione.
Finora non risultano chiarimenti ufficiali né da parte del Consiglio regionale né dal dipartimento competente della Cittadella, ma il tema potrebbe emergere nel dibattito politico delle prossime settimane, con l’avvio della campagna elettorale e l’attenzione crescente dell’opinione pubblica su stipendi, rimborsi e spese della politica.