Calabria, emergenza ambientale: criticità e controlli sulle acque marine

Nonostante l’aumento delle bandiere blu, la qualità del mare sul Tirreno cosentino desta preoccupazione. Le nuove rilevazioni confermano situazioni critiche, con numerosi punti inquinati

A metà estate, il bilancio ambientale della Calabria non è certo positivo. Nonostante l’assegnazione di 23 bandiere blu, un record per la regione, la qualità delle acque marine continua a suscitare preoccupazioni. Quest’anno sono state assegnate nuove bandiere blu, con ben nove nel territorio della provincia di Cosenza, di cui cinque sulla costa tirrenica. Tuttavia, le criticità emerse dalle rilevazioni dell’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria) e dalle analisi di Goletta Verde, evidenziano un quadro preoccupante. Di 23 punti monitorati in Calabria, ben 13 sono risultati inquinati.

Campionamenti e criticità: i punti più problematici

Le analisi di Arpacal, che hanno avuto luogo dal 29 giugno, non si sono limitate solo al monitoraggio delle acque marine, ma hanno coinvolto anche i torrenti, i canali e i fiumi che sfociano in mare. Per quanto riguarda la costa tirrenica cosentina, sono emersi due punti particolarmente critici: il primo si trova a Belvedere Marittimo, dove uno sbocco di canale a soli dieci metri dalla battigia risulta contaminato; il secondo riguarda la zona di Amantea, in località Coreca. Inoltre, altre criticità sono state rilevate a Diamante, precisamente nella località Caricature, e a Bonifati, in frazione Cittadella del Capo, per quanto concerne le acque marine.

Il monitoraggio: una priorità per la tutela ambientale

Arpacal sta conducendo una serie di controlli straordinari sul territorio costiero calabrese, in collaborazione con il dipartimento regionale per il territorio e la tutela dell’ambiente. Questo programma di monitoraggio ambientale si concentra sulla qualità delle acque di mare, ma anche sui principali corpi idrici superficiali della regione. L’obiettivo è garantire la tutela della salute pubblica e l’integrità dell’ambiente naturale, con particolare attenzione alla stagione della balneazione. I campionamenti straordinari vengono eseguiti anche su segnalazione diretta dei cittadini, che possono utilizzare il portale “Difendi Ambiente” per comunicare anomalie.

Interventi tempestivi e trasparenza istituzionale

Quando vengono rilevate anomalie nei parametri microbiologici, come nel caso di specifici tratti di costa, scarichi o foci, Arpacal avvia indagini approfondite per identificare le cause. Le autorità competenti, tra cui Comuni e Capitaneria di Porto, vengono prontamente informate dei risultati. In aggiunta alle verifiche sul campo, vengono condotte analisi anche in caso di presenze di schiume o colorazioni anomale nelle acque. Questo impegno mira non solo a migliorare la vigilanza ambientale, ma anche a rafforzare la trasparenza istituzionale, promuovendo la partecipazione attiva dei cittadini nella tutela dell’ambiente.

La Procura di Paola intensifica i controlli sui crimini ambientali

Parallelamente, la Procura di Paola ha rafforzato l’attività di contrasto ai crimini ambientali. Sotto la guida del capo dei pm, Domenico Fiordalisi, è stata creata una sezione dedicata alla tutela ambientale, con l’obiettivo di monitorare e indagare i reati ambientali con maggiore attenzione. Le principali aree di intervento riguardano gli sversamenti di liquami in mare e la mala depurazione, fenomeni che continuano a rappresentare una grave minaccia per la salute delle acque e per l’ambiente in generale.

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