Pnrr, nessuna deroga per la Calabria: scadenza ferma al 31 agosto 2026

Fitto esclude il prolungamento dei termini. La regione rischia di perdere risorse strategiche, soprattutto su sanità e infrastrutture, dove i progetti sono in forte ritardo

Per la Calabria non ci sarà alcuna proroga oltre il 31 agosto 2026 per il completamento dei progetti legati al Pnrr. A spegnere ogni ipotesi di estensione è stato il vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto, che ha ribadito pubblicamente l’impossibilità di ottenere deroghe sui tempi, chiarendo che ogni modifica richiederebbe l’unanimità degli Stati membri e la ratifica dei Parlamenti nazionali, un percorso considerato impraticabile.

La dichiarazione arriva a pochi giorni dal voto del Parlamento europeo su una risoluzione che proponeva il prolungamento dei termini per i progetti definiti “maturi”. Tra i favorevoli anche i calabresi Giusy Princi e Denis Nesci, ma l’orientamento espresso da Fitto chiude definitivamente la porta a questa possibilità, alimentando le preoccupazioni per una regione che fatica a rispettare le scadenze imposte dal Piano di ripresa e resilienza.

Secondo i dati aggiornati al 2 aprile 2025 sulla piattaforma Regis, in Calabria sono stati completati 4.396 progetti su 12.382, pari al 35,5% del totale. A fronte di uno stanziamento complessivo di 10,369 miliardi di euro, la regione si trova ancora in ritardo su due delle missioni più rilevanti: sanità e infrastrutture.

Nel dettaglio, il capitolo “Infrastrutture per una mobilità sostenibile” registra zero progetti conclusi su 22 previsti, mentre la “Salute” si ferma a 123 su 542. Va decisamente meglio con le missioni “Rivoluzione verde e transizione ecologica” (2.002 progetti completati su 2.912) e “Digitalizzazione, innovazione e competitività” (2.525 su 3.781), che avanzano con ritmi più sostenuti.

Il rischio concreto per la Calabria è di non riuscire a spendere tutte le risorse entro la scadenza, compromettendo progetti cruciali per lo sviluppo e lasciando incompiute iniziative strategiche, soprattutto nel comparto sanitario e infrastrutturale.

A questo punto, spiega Fitto, l’unica strada possibile è quella di ricollocare i progetti più critici all’interno della Politica di coesione europea, che offre margini temporali più estesi. Un’opzione che richiederà comunque una forte sinergia tra istituzioni locali, Governo nazionale e Commissione europea.

L’attuazione piena del Pnrr resta una sfida aperta per la Calabria, che dovrà accelerare l’impiego dei fondi, semplificare le procedure burocratiche e rafforzare le capacità amministrative per rispettare il cronoprogramma. La scadenza del 31 agosto 2026 è definitiva, e il rischio di perdere risorse – e opportunità di sviluppo – è sempre più concreto.

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