Legalità e sicurezza: le imprese calabresi maglia nera nel lavoro irregolare

La Calabria emerge come una delle regioni italiane più esposte a fenomeni di irregolarità lavorativa, con un tasso di occupazione non regolare pari al 17%, il più alto d'Italia

Legalità e sicurezza rappresentano condizioni essenziali per garantire uno sviluppo economico sostenibile, in particolare per le micro e piccole imprese, che costituiscono il cuore del tessuto produttivo italiano. La tutela dalla criminalità e la lotta all’abusivismo sono oggi temi di primaria importanza, soprattutto in un periodo caratterizzato da incertezze economiche come quello attuale. Su queste premesse si è concentrato il report “La sicurezza, un asset per le imprese in una congiuntura dominata dall’incertezza”, presentato dall’Ufficio Studi il 28 aprile 2025 durante un convegno a Terni.

La Calabria, tra irregolarità e concorrenza sleale
Secondo i dati del report, la Calabria emerge come una delle regioni italiane più esposte a fenomeni di irregolarità lavorativa, con un tasso di occupazione non regolare pari al 17%, il più alto d’Italia, ben al di sopra della media nazionale dell’11,3%. Questo dato rappresenta una delle maggiori criticità del contesto economico calabrese, superando regioni come Campania (14,2%) e Sicilia (13,7%). Questa condizione non solo distorce la concorrenza, penalizzando le imprese che rispettano le regole, ma compromette anche la sicurezza dei lavoratori e la sostenibilità del sistema di welfare regionale.

Contraffazione e abusivismo: una minaccia per l’artigianato
Il report evidenzia inoltre come contraffazione e abusivismo siano piaghe particolarmente diffuse in Calabria, colpendo in modo significativo settori artigiani come edilizia, moda, benessere, manutenzione e riparazione. In questi ambiti, dove tre imprese su quattro sono artigiane, l’assenza di controlli adeguati e un contesto economico fragile rendono queste attività particolarmente vulnerabili alla concorrenza sleale.

Criminalità organizzata e delitti informatici in aumento
Oltre alle sfide legate al lavoro irregolare e all’abusivismo, la Calabria si distingue anche per l’elevato rischio di infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale. Nel 2023, i delitti contro le imprese denunciati in regione sono aumentati del 4,3%, con una significativa quota di reati legati a truffe, frodi informatiche e delitti digitali, tornati a crescere dopo il calo del 2022. Tra le province calabresi, Catanzaro (+7,8%), Vibo Valentia (+7,1%), Cosenza (+3,6%) e Reggio Calabria (+3,5%) hanno registrato aumenti significativi, mentre solo Crotone ha visto un leggero calo (-1,6%). È interessante notare che solo Reggio Calabria mantiene un numero di delitti ogni 100 unità locali d’impresa in linea con la media nazionale (18), sottolineando la diversità delle condizioni di sicurezza tra le diverse province.

Conclusioni e prospettive
La situazione descritta dal report sottolinea come legalità e sicurezza siano fattori critici per il futuro economico della Calabria, richiedendo interventi mirati per ridurre l’irregolarità lavorativa, contrastare l’abusivismo e rafforzare le misure contro le infiltrazioni criminali. Solo attraverso un approccio coordinato tra istituzioni, forze dell’ordine e imprese sarà possibile creare un ambiente più stabile e sicuro per le attività economiche locali.

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