Scuola cosentina in crisi: 81 docenti soprannumerari e futuro incerto

Calo demografico e iscrizioni in diminuzione mettono a rischio cattedre e personale Ata ma anche la mancanza di interventi strutturali per salvaguardare posti di lavoro e qualità dell’insegnamento

La scuola della provincia di Cosenza è in allarme: 81 docenti risultano soprannumerari, cioè destinati a cambiare sede di servizio nel prossimo anno scolastico a causa della perdita del posto. Una situazione figlia del continuo calo delle iscrizioni, che comporta una riduzione delle classi e, di conseguenza, il taglio di insegnanti e personale scolastico.

Il dato è emerso durante un incontro a Palazzo Lecce tra i vertici dell’Ambito territoriale provinciale e i sindacati di categoria. Nei prossimi giorni sono attese ulteriori indicazioni sull’organico di diritto per il nuovo anno scolastico, che chiariranno quanti saranno effettivamente i docenti in servizio dal prossimo settembre.

Una crisi che riguarda tutto il personale scolastico

La situazione non colpisce solo i docenti ma anche il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata). I sindacati, in particolare la Flc Cgil, sottolineano come l’inverno demografico stia congelando il futuro della scuola, senza che il Governo accolga le richieste di diminuire il numero di alunni per classe, che oggi si attesta mediamente a 28 studenti.

Ridurre il numero di studenti per aula sarebbe un’opportunità per migliorare la qualità dell’insegnamento, oltre a proteggere i posti di lavoro. Ma su questo tema, come denunciano i sindacati, l’Esecutivo continua a mantenere una posizione di chiusura.

Assemblea dei precari e nuove vertenze in atto

La segreteria provinciale della Flc Cgil ha recentemente organizzato un’affollata assemblea sindacale con i docenti precari, affrontando questioni come le procedure abilitanti (30, 36, 30 CFU), il TFA Sostegno, i corsi Indire, le richieste di continuità didattica, gli elenchi aggiuntivi delle Gps e i fondi Pnrr 2023.

Francesco Piro, leader sindacale, ha chiarito alcune vertenze chiave, tra cui il tema delle ferie non godute. La Cassazione ha stabilito che solo i docenti precari con contratti al 30 giugno, a cui il Dirigente scolastico non ha formalmente richiesto per tempo di fruire delle ferie, hanno diritto alla monetizzazione delle stesse.

Inoltre, un’importante vittoria è arrivata davanti alla sezione Lavoro del Tribunale di Cosenza: un docente ha ottenuto il riconoscimento del servizio preruolo svolto durante il precariato, applicando il principio di non discriminazione tra personale di ruolo e non.

Prospettive sempre più incerte per la scuola calabrese

Il quadro futuro per la scuola cosentina si presenta complesso e difficile. Con un trend demografico negativo che non accenna a invertirsi, e senza interventi strutturali da parte del Governo, il rischio è quello di un progressivo svuotamento delle scuole, con pesanti ripercussioni sia sul piano occupazionale sia sulla qualità della didattica.

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