Il conflitto tra le Regioni e il Ministero della Salute continua a intensificarsi, con i governatori, inclusi quelli calabresi come Roberto Occhiuto, che difendono con forza l’impegno nelle politiche per contrastare le liste d’attesa. Nonostante le critiche ricevute, i governatori mantengono la loro posizione, sottolineando che questa battaglia è una vera priorità per le amministrazioni regionali. Occhiuto e i suoi colleghi si sono impegnati, al di là delle differenze politiche, a garantire un accesso giusto ed equo alle cure per tutti i cittadini, ribadendo il loro ruolo fondamentale nella gestione del sistema sanitario.
A scaldare ulteriormente il dibattito, è una lettera inviata dal presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, al Ministro Orazio Schillaci, in cui si evidenziano le difficoltà nella gestione del tema delle liste d’attesa e l’accusa che le Regioni non sono responsabili per il mancato inserimento all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni, una questione che viene attribuita esclusivamente al governo.
Il nodo dei poteri sostitutivi e la gestione delle liste d’attesa
Uno degli aspetti più discussi riguarda il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) che stabilisce i poteri sostitutivi dell’organismo di verifica e controllo. Fedriga ha sottolineato come le Regioni non possano essere ritenute colpevoli per la mancata convocazione dell’ordine del giorno della Conferenza, lasciando quindi il governo con la responsabilità di tale mancanza. Questa situazione alimenta ulteriori tensioni, con i governatori pronti a difendere la loro operatività e autonomia decisionale in ambito sanitario.
La Calabria recupera terreno sui Livelli Essenziali di Assistenza (Lea)
Nel contesto della sanità calabrese, un aspetto positivo emerge: la Regione ha fatto progressi significativi nel recupero dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Dopo aver inviato dati cruciali che mancavano, come quelli relativi alle vaccinazioni, la Calabria ha ottenuto il via libera dal Comitato per i Lea sulla registrazione delle informazioni mancanti. Questa mossa permette alla Regione di migliorare la sua valutazione, specialmente nell’ambito della prevenzione, un passo importante dopo aver già raggiunto la sufficienza nell’assistenza ospedaliera.
Con la ridefinizione dei parametri vaccinali, la Calabria spera di ottenere una nuova sufficienza, stavolta nell’area della prevenzione. Tuttavia, la Regione deve ancora affrontare la questione relativa all’assistenza nell’area distrettuale. Superando questa difficoltà, la Calabria potrebbe vedere un miglioramento significativo del suo punteggio e sperare nell’uscita dal commissariamento, pur restando sotto il Piano di rientro.