Il sovraffollamento nel Pronto soccorso della Calabria è una realtà quotidiana. Tra pazienti in gravi condizioni e accessi impropri, il sistema sanitario regionale affronta una pressione insostenibile. La carenza di strutture intermedie e di personale sanitario costringe molti cittadini a ricorrere all’ospedale anche per problemi che potrebbero essere gestiti altrove.
Un sistema al limite: tra emergenze e attese interminabili
Nei reparti di emergenza urgenza, i medici lavorano senza sosta, passando da un paziente all’altro, monitorando parametri vitali e registrando ogni dettaglio sulle cartelle elettroniche. Le barelle nei corridoi e le lunghe file di attesa sono la normalità, aggravata dalla presenza di persone che affollano i Pronto soccorso per problemi non urgenti.
Secondo le statistiche, uno su quattro accessi è improprio, spesso causato dalla mancanza di alternative sanitarie sul territorio. Tonsilliti, febbre, problemi ostetrici o oculari sono tra le principali motivazioni per cui molti cittadini si presentano nei Dea, cercando di bypassare le lunghe attese per visite specialistiche e diagnostiche.
Attese prolungate e difficoltà di accesso al Pronto soccorso
I dati forniti da Agenas evidenziano il problema dei tempi di attesa. In Calabria:
- Un paziente in codice bianco aspetta in media 131,25 minuti per essere visitato e dimesso.
- Per i codici verdi, l’attesa sale a 194,84 minuti, rendendo il percorso di cura ancora più complesso.
- I pazienti in codice giallo restano in media 324,25 minuti, a causa dei tempi necessari per eseguire gli esami diagnostici.
In molti casi, la frustrazione per le lunghe attese porta alcuni pazienti ad abbandonare il Pronto soccorso prima di ricevere la visita completa.
Un territorio senza alternativa: il fallimento della sanità di prossimità
Uno dei motivi principali dell’intasamento del Pronto soccorso è la carenza di strutture intermedie e di continuità assistenziale. Le guardie mediche, spesso chiuse per mancanza di personale, non riescono a garantire un servizio adeguato, costringendo i cittadini a rivolgersi direttamente agli ospedali.
In molte aree della Calabria, raggiungere un Pronto soccorso in tempi brevi è impossibile:
- Il 18,9% della popolazione non riesce a raggiungere un reparto di emergenza in 30 minuti.
- Il 4,8% impiega oltre 45 minuti per arrivare in ospedale.
- Lo 0,98% aspetta più di un’ora per essere soccorso.
Secondo Agenas, questa criticità potrebbe essere ridotta con la realizzazione delle Case di Comunità previste dal PNRR , come già avvenuto in altre regioni italiane che hanno attuato il DM 77/2022 .
Conclusioni
La sanità calabrese è al collasso, con Pronto soccorso sovraffollati, personale ridotto e pazienti costretti ad attese interminabili. La mancanza di strutture territoriali alternative spinge molti cittadini a rivolgersi direttamente agli ospedali, aggravando una situazione già critica. Solo un intervento strutturale, con nuove strutture e un migliore coordinamento dell’assistenza territoriale, potrà migliorare il sistema sanitario regionale.