La caduta torna a salire in Calabria, registrando a gennaio un +1,7%, valore superiore alla media nazionale del +1,5%. Peggio fanno solo Trentino-Alto Adige (+2,3%) e Lazio (+1,9%). Secondo i dati elaborati dall’Unione Nazionale Consumatori, una famiglia calabrese di tre persone dovrà affrontare una spesa annua aggiuntiva di 288 euro a causa dell’aumento dei prezzi.
Tra le città più colpite spiccano Cosenza e Reggio Calabria, entrambe con un’inflazione annua del +1,9%, ben oltre la media regionale. Catanzaro, invece, si ferma al +1,5%, mantenendo un impatto più contenuto sul costo della vita. Le famiglie di Cosenza e Reggio devono far fronte a una spesa extra di 337 euro all’anno, 49 euro in più rispetto alla media calabrese.
L’incremento dei prezzi ha modificato le abitudini di consumo, spingendo sempre più persone verso gli sconti e penalizzando i negozi tradizionali. L’aumento dell’inflazione nel Sud Italia e in particolare in Calabria sta avendo un impatto devastante su famiglie, imprese e lavoratori.
La carovita colpisce soprattutto i generi alimentari
Cosenza è la città calabrese con i maggiori rincari sui generi alimentari, con un aumento del +3,3% su base annua. La media regionale si attesta al +2,9%, mentre quella nazionale è più contenuta (+2,1%). A Reggio Calabria il costo del cibo cresce del +3,1%, mentre a Catanzaro si allinea con la media nazionale (+2,2%).
Ma non è solo il settore alimentare a subire gli aumenti. Il costo dei servizi di alloggio è salito del +7% in tutta la regione, con un picco a Reggio Calabria (+15,1%). A Cosenza l’incremento è stato del +6,4%, mentre Catanzaro ha registrato un calo del -1,1%. A livello nazionale, i rincari nel settore alberghiero si fermano al +3,2%.
Un’altra voce che pesa sulle spese delle famiglie è l’assistenza sociale. In Calabria i costi sono aumentati del +5,6%, contro una media italiana del +2,9%. A Cosenza si tocca il +7%, a Reggio Calabria il +5,8%, mentre Catanzaro registra solo un +1,3%.
Povertà energetica: la Calabria maglia nera in Italia
La crisi economica si riflette anche sulla capacità delle famiglie di sostenere i costi dell’energia. Secondo i dati della CGIA, la Calabria è la regione con il più alto tasso di povertà energetica, pari al 19,1%. In totale, 156.639 nuclei familiari, per un totale di 348.794 persone, non riescono a permettersi il riscaldamento domestico.
Il piano di aiuti del Governo potrebbe offrire un sollievo ai nuclei più vulnerabili, ma i rincari del gas, ai massimi dell’ultimo biennio, rischiano di aggravare ulteriormente la situazione. L’inflazione e l’aumento del costo della vita continuano a mettere sotto pressione le famiglie calabresi, rendendo sempre più difficile far fronte alle spese quotidiane.