La terza commissione del Consiglio regionale calabrese esaminerà il 16 gennaio la proposta di legge per istituire un Reddito di dignità. L’iniziativa, presentata dal consigliere Raffaele Mammoliti (PD), mira a rispondere alla crisi generata dall’abolizione del Reddito di cittadinanza.
Con l’eliminazione del Reddito di cittadinanza da parte del governo Meloni, numerose famiglie sono rimaste private di un aiuto economico. Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, circa 823mila persone non ricevono più alcuna forma di sostegno, una condizione che ha duramente colpito il Mezzogiorno e la Calabria. Nella regione, più di 14mila nuclei familiari hanno perso il sussidio nel 2023, coinvolgendo complessivamente oltre 45mila individui.
La proposta di Reddito di dignità prevede un contributo mensile di 500 euro per le famiglie con un reddito Isee inferiore a 9.360 euro , residenti in Calabria, e con beneficiari di età compresa tra i 18 ei 59 anni. Il sostegno sarà erogato per 12 mesi, con possibilità di rinnovo dopo un mese di sospensione, e richiederà la sottoscrizione di un patto di inclusione sociale.
Il Reddito di dignità si differenzia dalle misure precedenti puntando su un approccio integrato: oltre al contributo economico, offre percorsi di inserimento lavorativo e formativo. I beneficiari dovranno dedicare 62 ore di lavoro per il proprio Comune di residenza, come parte del patto di inclusione sociale. Secondo le tempistiche del Partito Democratico, la misura potrebbe coinvolgere 10mila famiglie calabresi.
Il piano, che partirà nel 2025, prevede una copertura finanziaria di 180 milioni di euro per il triennio 2024-2026. I fondi proverranno principalmente da risorse comunitarie, inclusi i 158 milioni della Missione 4 – Inclusione sociale e il programma nazionale Garanzia di occupabilità dei lavoratori (Gol) .
Mammoliti ha sottolineato che il Reddito di dignità non è solo un aiuto economico, ma un meccanismo per evitare la “trappola della povertà”. Sono previsti controlli stringenti per prevenire abusi e comportamenti elusivi, garantendo al contempo stabilità nel tempo e incentivi per l’inclusione attiva.
La Calabria si prepara a discutere una misura che potrebbe rappresentare un nuovo modello di supporto per le famiglie in difficoltà, puntando su una combinazione di aiuto economico e inclusione sociale. Resta da vedere se il progetto otterrà il consenso necessario per essere attuato, rispondendo alle crescenti esigenze di una regione tra le più colpite dalla povertà.