“Città unica? No, perché calata dall’alto e tramite fusione per incorporazione”

Il Comitato Cittadino di Rende ribadisce il dissenso: “Iniziativa legislativa antidemocratica e impacchettata dalla maggioranza cosentina senza tener conto della storia dei territori coinvolti”

Dal Comitato Cittadino di Rende, riceviamo e pubblichiamo.

“Il 19 ottobre scorso è stato il primo compleanno del Comitato Cittadino di Rende, costituito spontaneamente per alimentare il dibattito pubblico, informare e sensibilizzare la cittadinanza tutta, offrire un’ipotesi alternativa rispetto alla proposta di legge regionale di fusione dei comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero.

Partiamo dal fatto che il Comitato è costituito da donne e uomini, liberi professionisti, lavoratori dipendenti e pensionati, imprenditori, studenti che non vivono di politica, ma sono impegnati da anni nella vita pubblica di Rende, per far sì che la città sia sempre punto di riferimento sociale, culturale ed economico dell’area urbana e dell’intera regione. Abbiamo letto di tutto in questi mesi, non ultimo che la nostra battaglia per la democrazia, la rappresentatività dei cittadini e la difesa di un territorio e di una storia è strumentalmente ridotta da coloro che invece vivono di politica ad uno slogan del tipo: “con qualche poltrona in meno ma, soprattutto, una maggior difficoltà di essere eletti con pochi voti ma sicuri”.

In questo anno abbiamo svolto attività in supplenza della classe politica, promosso numerose iniziative sul territorio, incontrato migliaia di cittadini per ragionare insieme di fusione e spiegare le ragioni della nostra posizione contraria all’imposizione, rendere consapevoli i nostri concittadini su un tema di fondamentale importanza per il futuro della nostra comunità.

Abbiamo chiesto e ottenuto di incontrare i sindaci dei comuni di Cosenza e Castrolibero e la terna Commissariale prefettizia che guida il comune di Rende. Con i sindaci abbiamo sin da subito instaurato un rapporto di collaborazione e condiviso un percorso comune di opposizione netta alla proposta di città unica – tramite fusione per incorporazione – avanzata dal Consiglio regionale. Con i Commissari, purtroppo, ciò non è stato possibile e di questo ce ne rammarichiamo.

Abbiamo chiesto, ma c’è stato sempre negato, un incontro con il presidente della Giunta regionale, con il presidente del Consiglio regionale, con i capigruppo o i gruppi consiliari di maggioranza nell’assise di palazzo Campanella, proprio con lo spirito di confrontarci su quanto da loro stessi proposto. Ma nulla di nulla! Nessun incontro, nessuna discussione, nessun confronto. Dritti verso l’obiettivo di raggiungere la costituzione della città unica, da parte loro ovviamente, e solo per ragioni politiche. Alla luce dei fatti è di tutta evidenza l’incapacità di questa classe politica di comprendere la grande opportunità che potrebbe effettivamente scaturire dalla condivisione di un percorso, corretto ed equo, certo nei tempi, nei modi e nei contenuti per la costruzione di una vera città unita solo per dare a tutti i cittadini condizioni di vita migliori rispetto all’attualità: hanno preferito l’azione di forza, la prepotenza e l’arroganza di chi comanda, ma non governa, solo per mettere le mani su Rende.

Abbiamo detto sin da subito che l’iniziativa legislativa di fatto approvata in Consiglio regionale è antidemocratica, decisa dall’alto e nemmeno partecipata dal basso anche a causa dell’eliminazione dei Consigli comunali, impacchettata dalla maggioranza cosentina senza tener conto della storia dei territori coinvolti, di un valido progetto di fusione, della reale volontà dei cittadini dei tre comuni: il referendum decretato dal presidente Occhiuto è una farsa, non c’è alcun quorum, è a platea elettorale unica, è solo consultivo e non vincolante.

Al quadro sin qui descritto aggiungiamo, poi, che una parte della minoranza in Consiglio regionale, per intenderci il PD, ha avallato la proposta di fusione ottenendo il differimento dello scioglimento dei tre comuni a febbraio 2027 con un atto giuridicamente nullo e che non sarà rispettato. Una scelta incomprensibile e inaccettabile in un contesto di finta opposizione solo verbale, un vero e proprio inciucio attuato in cambio di una visibilità di ruolo non meglio identificato, di certo per stare al tavolo della spartizione e perpetuazione nel tempo del potere di controllo su un territorio più vasto e soprattutto più ricco.

Di fronte a questo scenario rilanciamo l’azione di netta contrarietà alla proposta di legge sulla base di argomentazioni storiche e culturali, tecniche e amministrative oltre che giuridiche. Siamo già in campagna referendaria, in prima linea a sostenere le tesi del NO a questa annessione, ascoltare, informare e sensibilizzare i nostri concittadini perché siffatta fusione porta con sé effetti nefasti e drammatiche conseguenze per tutte e tre le città senza alcuna possibilità di rimedio futuro”.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Da Firenze, il delegato Crui e rettore dell’Unical lancia una visione per gli atenei: formare...
Il 20 marzo l’Ateneo apre le porte alla cittadinanza per la Giornata Nazionale delle Università...
I sindacati: "servono soluzioni concrete per scongiurare gli ammortizzatori sociali e rilanciare il progetto industriale"...

Altre notizie

Altre notizie