Uno sportello innovativo e mirato alla prevenzione della violenza di genere è stato recentemente istituito a Cosenza. Promosso dal Comune e dall’assessore al welfare Veronica Buffone, lo sportello comunale per uomini maltrattanti intende fornire supporto e percorsi di riabilitazione ai responsabili di atti di violenza, stalking e maltrattamenti. L’iniziativa, nata dalla sinergia con la Questura di Cosenza, l’Associazione Italiana Mediatori Penali (AIMe.Pe.) e l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna (Uepe) del Ministero della Giustizia, punta a ridurre le recidive, offrendo percorsi di aiuto gli uomini a gestire le emozioni e comprendere il danno sociale delle proprie azioni.
Protocollo e collaborazione tra le istituzioni
Il progetto, presentato in conferenza stampa a Palazzo dei Bruzi, ha visto la partecipazione di importanti figure istituzionali: l’assessore Buffone, la dirigente del welfare Matilde Fittante, il presidente di AIMe.Pe. Maria Cristina Ciambrone, il vice questore Roberta Martire e Francesca Folino dell’Uepe. Durante l’evento è stato sottoscritto un protocollo d’intesa biennale tra il Comune e l’AIMe.Pe., con possibilità di proroga, che definirà le attività e il ruolo delle istituzioni coinvolte. Lo sportello sarà attivo un giorno a settimana e offrirà non solo ascolto, ma anche percorsi rieducativi per uomini ammoniti, invitati a riconsiderare i propri comportamenti.
Percorsi rieducativi: una risposta per ridurre la violenza
L’assessore Buffone ha sottolineato che gli strumenti di supporto alle vittime non bastano a contrastare il fenomeno della violenza di genere, sempre più frequente anche in ambito familiare. Per questo è necessario lavorare preventivamente sui soggetti maltrattanti, coinvolgendoli in attività che mirano a limitare le recidive. Attraverso un approccio integrato che include polizia, istituzioni locali e associazioni, lo sportello di ascolto offre una nuova strada per contrastare la violenza attraverso la prevenzione, favorendo una consapevolezza più profonda e personale delle proprie azioni.
Matilde Fittante, dirigente del settore welfare, ha sottolineato l’importanza di questo approccio preventivo, inizialmente accolto con scetticismo ma rivalutato in seguito all’analisi delle dinamiche di violenza in città. “Aprire uno spazio di ascolto per uomini che hanno manifestato comportamenti violenti permette di lavorare prima che la violenza si concretizzi, agendo nella fase antecedente all’azione,” ha dichiarato Fittante. Secondo l’esperienza del protocollo Zeus, infatti, un simile approccio ha già ridotto significativamente le recidive in altre città.
L’efficacia della collaborazione interistituzionale
Il protocollo firmato tra il Comune e AIMe.Pe. si ispira al precedente protocollo Zeus, già attivo a Cosenza e in altre città italiane. Dal 2021, questo approccio ha prodotto un netto calo delle recidive. Maria Cristina Ciambrone, presidente di AIMe.Pe., ha evidenziato l’efficacia del protocollo Zeus, che ha dimostrato come la prevenzione possa essere efficace se si agisce sulle cause emotive e sociali che conducono alla violenza. “Con questo sportello, partiamo da chi ha commesso il reato, cercando di evitare che si ripeta”, ha spiegato Ciambrone.
Anche Roberta Martire, vice questore aggiunto, ha sottolineato l’importanza dell’ammonimento, una misura amministrativa che può precedere eventuali azioni penali. Questo intervento consente alle autorità di indirizzare gli uomini ammoniti verso percorsi di consapevolezza, educandoli sul disvalore delle loro azioni. “L’ammonimento, aumentato in tutto il territorio nazionale, ha contribuito in modo significativo a ridurre la recidiva”, ha affermato Martire.
Educazione e supporto: il ruolo dell’Uepe
L’Ufficio Esecuzione Penale Esterna, rappresentato da Francesca Folino, riveste un ruolo cruciale nel supporto e controllo di soggetti condannati a pene alternativo, operando in sinergia con AIMe.Pe. e il Comune per promuovere percorsi di recupero e prevenzione. L’integrazione di Uepe nelle attività dello sportello consente di monitorare e sostenere il reinserimento sociale degli uomini ammoniti, specialmente in casi di atti persecutori o violenza domestica.
Questa iniziativa punta a sensibilizzare non solo chi ha già manifestato comportamenti violenti, ma anche la cittadinanza, con attività di educazione nelle scuole per promuovere una cultura del rispetto fin dalle generazioni più giovani.