Il 2024: l’anno del turismo delle radici, tra identità e sviluppo economico

L'iniziativa promossa al Senato ha riunito esperti e accademici per discutere il potenziale del turismo delle radici, fenomeno in crescita per promuovere lo sviluppo economico sostenibile delle comunità locali

Il 2024 è stato dichiarato l’anno del turismo delle radici, un fenomeno che unisce riscoperta culturale e sviluppo economico locale. Questo tema è stato al centro della conferenza intitolata “Roots Tourism: Identità di luogo, glocalizzazione, processi di sviluppo locale, host and guest, economia, lavoro e mercato, ricerca scientifica, buone e pratiche”, tenutasi nella Sala Caduti di Nassirya del Senato. L’evento, promosso dal senatore ed ex sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, ha coinvolto esperti, accademici e istituzioni in un dibattito sulla crescita di questo settore.

Il turismo delle radici , noto anche come Roots Tourism, è un segmento in forte espansione nel panorama internazionale. Si riferisce ai viaggi di coloro che vogliono riconnettersi con le proprie origini familiari e culturali, creando una relazione diretta tra i viaggiatori e le comunità locali. Questa forma di turismo non solo arricchisce culturalmente i partecipanti, ma rappresenta una leva strategica per lo sviluppo economico delle aree interne, favorendo la promozione delle identità locali in un contesto di crescente glocalizzazione.

Tullio Romita, presidente del corso di laurea in Scienze turistiche dell’Università della Calabria, ha aperto i lavori sottolineando come il turismo delle radici possa fungere da volano per la crescita delle economie locali, specialmente nelle aree meno sviluppate dell’Italia. Successivamente, il professore Carmine Urciuoli dell’Università Federico II di Napoli ha approfondito il rapporto tra ospite e comunità locale (ospite e ospite), evidenziando come l’incontro tra culture diverse possa arricchire entrambe le parti e portare a una valorizzazione reciproca.

Durante la conferenza, sono state discusse anche buone e cattive pratiche del turismo delle radici. La professoressa Antonella Perri e il professore don Giacomo Tuoto, entrambi dell’Unical, hanno evidenziato esempi positivi, come il ruolo della ricerca scientifica nel supportare politiche turistiche sostenibili e inclusive. Tuttavia, hanno anche avvertito sui rischi di una cattiva gestione, che potrebbe portare alla commercializzazione eccessiva delle tradizioni locali, con conseguente perdita di autenticità.

Mario Occhiuto, nel suo intervento conclusivo, ha sottolineato il valore strategico del turismo delle radici non solo per lo sviluppo economico, ma anche per il rafforzamento dell’identità culturale e del senso di appartenenza . Secondo Occhiuto, questo tipo di turismo offre grandi opportunità per le comunità locali, ma richiede una gestione mirata che coinvolga pubblico, privato e ricerca scientifica per garantirne il successo.

L’incontro ha rappresentato un momento cruciale di riflessione su un fenomeno che potrebbe ridurre il divario tra aree urbane e rurali , creando nuove opportunità di lavoro e promuovendo un turismo sostenibile e consapevole. Le collaborazioni tra accademia e istituzioni saranno fondamentali per sviluppare ulteriormente questo settore nei prossimi anni.

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