Il report del Centro per la Ricerca Economica nella Sanità, diffuso nelle scorse settimane, ha evidenziato gravi criticità nel sistema sanitario calabrese. L’analisi si basa su 6 aree tematiche chiave: appropriatezza, equità, esiti di salute, sociale, innovazione ed economia-finanziaria. Con un indice di performance del 26%, la Calabria si colloca all’ultimo posto tra le regioni italiane, ben al di sotto della media nazionale e lontana dal Veneto, che guida la classifica con il 60%.
L’alto tasso di ospedalizzazione evitabile per patologie croniche è uno dei segnali più preoccupanti, indicativo di una gestione insufficiente dei pazienti cronici a livello territoriale. Anche l’eccessivo ricorso al Pronto Soccorso per casi non gravi, come quelli classificati con codice bianco o verde nei giorni feriali, suggerisce una mancanza di servizi sanitari territoriali adeguati, come le Guardie mediche o i medici di base, che dovrebbero fungere da primo filtro per le emergenze minori.
La spesa sanitaria pubblica pro capite in Calabria è inferiore alla media nazionale, ma a preoccupare è soprattutto l’alta incidenza della spesa sanitaria privata sui consumi delle famiglie, un chiaro indicatore delle difficoltà di accesso ai servizi pubblici. Molti cittadini calabresi sono costretti a rivolgersi al settore privato, con un conseguente peso finanziario. Un alto numero di persone rinuncia a cure sanitarie per motivi economici, lunghe liste d’attesa o la distanza dai centri di cura, uno degli indicatori più preoccupanti in termini di equità.
Sul fronte degli esiti di salute, la Calabria registra tassi preoccupanti. La speranza di vita senza limitazioni funzionali per gli over 65 è bassa, e i tassi di mortalità per infarto miocardico acuto a 30 giorni dal ricovero sono più alti rispetto ad altre regioni, riflettendo lacune nella gestione delle emergenze cardiologiche. L’assistenza agli anziani non autosufficienti è significativamente inferiore rispetto alla media nazionale, così come il supporto alle persone vulnerabili, indicativo di un sistema di assistenza sociale poco strutturato.
In generale, su 20 indicatori valutati, 13 sono al di sotto della media nazionale, con solo 6 di questi in miglioramento rispetto al 2017. La situazione critica evidenzia la necessità di interventi urgenti e mirati per colmare il divario tra la Calabria e le altre regioni, soprattutto in termini di accesso ai servizi sanitari e assistenza alle fasce più deboli.