La campagna elettorale per le regionali in Calabria è ormai alle porte, e nel campo largo del centrosinistra il tempo stringe. Con la scadenza per la presentazione delle liste fissata per i primi di settembre, la coalizione deve sciogliere in tempi brevi il nodo principale: la candidatura alla presidenza della Regione.
Il nome che emerge con maggiore forza è quello di Pasquale Tridico, eurodeputato ed ex presidente dell’Inps, proposto ufficialmente dal Movimento 5 Stelle. La sua figura, finora associata a un ruolo tecnico, è vista come una possibile guida dell’esecutivo calabrese da una parte significativa della coalizione.
Le pressioni politiche si stanno intensificando, anche a livello nazionale. A Tridico sarebbe stato rivolto un invito deciso – più di una moral suasion, meno di un ultimatum – a sciogliere la riserva. Il tempo per riflettere è terminato: con il voto previsto per il 5 e 6 ottobre, la necessità di avviare la campagna elettorale in maniera concreta è sempre più urgente.
Nonostante la convergenza informale sul nome di Tridico, non mancano proposte alternative. Tra queste figura Flavio Stasi, sindaco di Corigliano Rossano, suggerito da Alleanza Verdi e Sinistra. In secondo piano restano altri profili, come il democratico Nicola Irto e la deputata Vittoria Baldino, indicati in via ufficiosa ma senza una vera investitura.
Da circa una settimana, tuttavia, il nome di Tridico circola con crescente insistenza come unico candidato realmente accreditato per contendere la guida della Regione a Roberto Occhiuto, presidente uscente e già pronto a ricandidarsi per il centrodestra. La sua campagna sarà breve ma ad alta intensità, anche in considerazione delle vicende giudiziarie che lo coinvolgono, in particolare l’indagine della Procura di Catanzaro per corruzione in uno dei filoni di un’inchiesta in corso.
Per il centrosinistra, la definizione del quadro in Calabria è diventata una priorità, anche per liberare risorse e attenzioni da dedicare alle altre competizioni regionali previste nei prossimi mesi. L’obiettivo è arrivare alla scadenza con le liste pronte e un candidato presidente condiviso, evitando pericolose fratture interne.
Tridico, secondo fonti interne alla coalizione, sarebbe ora nella fase finale della riflessione. Un passaggio delicato, che richiede una valutazione non solo politica, ma anche personale e strategica. Accettare la candidatura significherebbe un passaggio definitivo dal ruolo tecnico a quello politico, entrando in un contesto competitivo ben diverso da quello europeo in cui opera attualmente.
Se ci sarà un’accelerazione, dovrebbe avvenire a breve termine. Le scadenze formali impongono infatti ritmi serrati: le liste dei candidati dovranno essere depositate entro la prima settimana di settembre, lasciando alla coalizione solo pochi giorni per finalizzare ogni aspetto organizzativo.