Polemica sulle dimissioni di Occhiuto: il Pd accusa di inefficienza e propaganda

Il Partito Democratico calabrese punta il dito contro il Governatore dimissionario accusandolo di un fallimento amministrativo. Le critiche riguardano i ritardi nell’attuazione dei progetti e una gestione definita come pura propaganda

Le dimissioni di Roberto Occhiuto da presidente della Regione Calabria hanno scatenato una serie di polemiche, alimentate dalle accuse del Partito Democratico (Pd) che, attraverso il segretario regionale Nicola Irto, ha lanciato un attacco frontale alla gestione del governatore dimissionario. Secondo i democratici, quella di Occhiuto è stata una colossale operazione di marketing, che non ha portato risultati concreti per la regione.

Le accuse del Pd: il fallimento di un governo regionale

Il Partito Democratico, in un comunicato, ha sottolineato come i numeri smentiscano le dichiarazioni di Occhiuto, che si era presentato come il presidente del “fare”. “Il Pnrr è in fortissimo ritardo”, hanno dichiarato i dem, “la spesa dei fondi europei è al palo e i principali progetti rimangono impantanati”. Tra le principali criticità sollevate, spicca la digitalizzazione delle cartelle cliniche, ancora lontana dall’essere attuata, nonché i rischi di infrazione europea per i ritardi nella depurazione delle acque, un tema cruciale per l’ambiente e la salute pubblica in Calabria.

Il Pd ha definito questa situazione come “la più grande bufala amministrativa degli ultimi decenni”, una gestione che, secondo il partito, ha messo in luce un’inefficienza sistemica che ha caratterizzato l’operato della giunta Occhiuto.

La polemica sulla sanità e la Film Commission

Le critiche del Pd non si sono limitate ai temi economici e ambientali. Il partito ha anche messo nel mirino il ruolo ricoperto da Occhiuto come commissario ad acta per la sanità calabrese, accusandolo di trasformare un incarico cruciale in una leva elettorale, utilizzata a fini propagandistici piuttosto che per affrontare i problemi strutturali del settore sanitario regionale.

Un’altra accusa riguarda la Fondazione Film Commission, che il Pd ha definito “ridotta a bancomat del governo regionale”. Secondo le critiche, le nomine all’interno della fondazione sono state fatte senza trasparenza, con consulenze assegnate in modo poco chiaro e senza una visione progettuale. Il partito ha sottolineato come queste pratiche abbiano danneggiato l’immagine e l’efficacia di uno strumento che avrebbe dovuto promuovere la cultura e il cinema in Calabria.

Il futuro delle elezioni regionali: una “scossa democratica”

Alla luce di tutte queste accuse, Nicola Irto ha concluso con un invito a voltare pagina. Il Pd, infatti, chiede che alle prossime elezioni regionali ci sia una “scossa democratica” in grado di rifiutare quella che viene descritta come una “deriva di potere e propaganda”. Secondo il partito, è necessario un cambiamento radicale per garantire una Calabria finalmente capace di affrontare le sfide economiche, sanitarie e ambientali che l’attendono.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Il movimento che fa capo all’ex sindaco Manna attacca la giunta sulla nuova viabilità e...
Via libera a larga maggioranza per il documento contabile: 85 voti favorevoli su 87. Il...
Inaugurazione della sede a Cosenza alla presenza dell'Ambasciatore Anila Bitri Lani: un nuovo punto di...

Altre notizie

Altre notizie