Pnrr-Pnc: riduzione dei costi per le infrastrutture strategiche, Alta velocità in Calabria out!

Il costo delle infrastrutture prioritarie passa da 82,8 miliardi a 71,5 miliardi, con una riduzione di 11,3 miliardi dovuta al definanziamento di alcuni progetti tra cui quello nella nostra regione

L’analisi intermedia sulle Infrastrutture strategiche realizzata dal Cresme e dall’Ufficio studi della Camera dei deputati, presentata ieri alla VIII Commissione di Montecitorio, ha evidenziato un drastico abbassamento del costo complessivo delle infrastrutture prioritarie del Pnrr-Pnc. Il costo complessivo passa da 82,8 miliardi di euro (a giugno 2024) a 71,5 miliardi di euro, segnando una riduzione di 11,3 miliardi di euro.

La causa principale di questa diminuzione è il definanziamento di alcune opere inizialmente previste, tra cui progetti Pnc e Fsc 2021-2027. Tra i progetti esclusi, il rapporto evidenzia alcuni lotti della nuova linea ferroviaria Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, ai quali erano stati inizialmente destinati 9,4 miliardi di euro, ma che non risultano più finanziati, essendo stati rimossi dal Contratto di programma 2022-2026-Parte Investimenti. L’opera, che sarebbe dovuta passare da Salerno a Reggio Calabria, ora sarà finanziata con altre risorse provenienti da differenti capitoli di bilancio.

Altri progetti definiti come “prioritari” che non vedranno più il finanziamento inizialmente previsto sono il collegamento Palermo-Catania, nella sua seconda fase, e il Nodo di Bari, che in totale avrebbe dovuto ricevere oltre un miliardo di euro dai fondi Fsc 2021-2027, ma che, secondo l’aggiornamento 2024, è stato anch’esso definanziato.

Un caso emblematico riguarda proprio la linea Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria. Per il tratto meridionale, infatti, oltre alla mancanza di fondi, si registra anche l’assenza di una progettazione definita, con il tracciato dell’opera ancora da stabilire. Recenti notizie, riportate dalla Gazzetta, suggeriscono che, secondo un regolamento dell’Ue sui trasporti, il completamento dell’opera potrebbe essere rimandato non prima del 2050, sollevando forti preoccupazioni sulla tempistica di realizzazione.

Redazione

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