Si aggrava la crisi interna del Partito Democratico di Cosenza, dove il congresso provinciale previsto per il 27-29 giugno rischia seriamente di essere rinviato a settembre o ottobre. Dopo il rinvio di una settimana per la presentazione delle candidature, la situazione si è ulteriormente complicata con le dimissioni del presidente della commissione per il congresso, Salvatore Giorno, che fanno seguito a quelle precedenti di Giuseppe Mazzuca.
Le dimissioni di Giorno sono arrivate al termine di una riunione particolarmente accesa, durante la quale la commissione – che si occupa di valutare la regolarità delle candidature – ha deliberato l’esclusione delle liste nei collegi 1, 2, 5 e 6, collegate al candidato Pino Le Fosse. Motivo dell’esclusione sarebbe la presenza di nominativi non iscritti all’anagrafe certificata del Pd, come previsto dal regolamento congressuale che limita l’elettorato passivo ai tesserati del 2024 o ai nuovi iscritti online entro il 16 aprile 2025.
A sollevare la questione è stato Matteo Lettieri, sindaco di Celico e sfidante di Le Fosse, che ha denunciato irregolarità nella composizione delle liste. Secondo la sua ricostruzione, vi sarebbero state inserite persone non legittimate a candidarsi. La decisione della commissione ha comportato non solo la non ammissione delle liste in questione, ma anche il venir meno del principio di alternanza di genere, creando ulteriori problemi di rappresentatività.
Tuttavia, il deliberato è stato contestato durante il confronto interno, e la stessa commissione ha chiesto un parere chiarificatore alla commissione regionale del partito, senza però ricevere al momento alcuna risposta ufficiale. Il vuoto normativo e il conflitto interno rischiano ora di far slittare l’intero congresso, il cui obiettivo era eleggere il nuovo segretario provinciale in sostituzione di Vittorio Pecoraro.
In serata, il Circolo del Pd di Cosenza ha diffuso una nota dai toni durissimi, accusando i consiglieri regionali eletti nella circoscrizione di Cosenza di strumentalizzare il congresso con l’obiettivo di consolidare il loro potere. La candidatura di Lettieri, secondo il circolo guidato da Rosi Caligiuri, sarebbe soltanto un pretesto: «Altro che rinnovamento: si cerca di contrabbandare un “patto generazionale” come forma di rinnovamento, mentre in realtà si assiste a una mistificazione».
Il documento difende invece la candidatura di Le Fosse, definendola come «frutto di un processo partecipativo dal basso, che ha coinvolto la rete dei circoli territoriali», in contrasto con logiche verticistiche. Il circolo richiama infine all’importanza di fare del congresso un momento di ripartenza, «per dare vita a un’opposizione efficace al governo regionale di centrodestra».
Al momento resta incerta anche la nomina di un nuovo presidente della commissione, ulteriore elemento che potrebbe influenzare le tempistiche dell’assise. In un clima di forti tensioni, il Pd cosentino si avvicina a uno dei momenti più delicati della sua storia recente, con la legittimità del percorso congressuale al centro dello scontro tra le anime del partito.
