Calabria maglia nera nei soccorsi: tempi d’attesa record e nuove misure per migliorare

Ambulanze in ritardo e accesso difficile agli ospedali: il decreto firmato dal governatore e commissario della sanità Roberto Occhiuto prova a cambiare le cose

La Calabria si conferma la regione italiana con i tempi di attesa per i soccorsi sanitari più lunghi, secondo il rapporto Agenas pubblicato a novembre. La situazione più critica riguarda l’Asp di Reggio Calabria, dove il tempo medio di intervento è di 35 minuti, il dato peggiore a livello nazionale. Seguono Vibo Valentia con 31 minuti, Cosenza con 30, Catanzaro con 28 e Crotone con 26, tutti abbondantemente oltre il target italiano fissato a 18 minuti.

Nonostante la Calabria vanti una delle più alte densità di strutture ospedaliere – 1,57 ogni 100mila abitanti, seconda solo all’Umbria – il problema dell’accesso resta evidente: tra il 5,2% e il 20,3% della popolazione impiega oltre 30 minuti per raggiungere un ospedale, ben oltre i tempi medi europei, dove l’83% dei cittadini riesce ad arrivare a destinazione in appena 15 minuti.

Alla luce di questi dati allarmanti, è stato adottato un nuovo provvedimento. Il governatore-commissario della sanità, Roberto Occhiuto, ha firmato un decreto che modifica il regolamento per il rilascio dell’autorizzazione e dell’accreditamento dei soggetti privati che svolgono attività di trasporto sanitario. Il decreto consente a associazioni di volontariato e società private di attivare, oltre alla sede operativa principale, fino a tre punti di stazionamento aggiuntivi, così da velocizzare i tempi di soccorso.

Il provvedimento è già operativo e stabilisce un percorso autorizzativo che richiede il rilascio di un parere igienico-sanitario e di sicurezza sui luoghi di lavoro. Azienda Zero, l’organismo regionale di coordinamento sanitario, ha sollecitato l’intervento per incrementare le postazioni di emergenza territoriale, in particolare in vista della stagione turistica, quando l’afflusso di persone può aggravare ulteriormente la situazione.

Questo tentativo di riorganizzazione si propone come una risposta concreta, anche se non definitiva, alle carenze strutturali del sistema. Tuttavia, l’insoddisfazione dei cittadini resta alta. È in programma per il 10 maggio a Catanzaro una manifestazione pubblica organizzata da un comitato civico, nato dopo la tragica vicenda di Serafino Congi, deceduto a San Giovanni in Fiore dopo aver atteso un’ambulanza per ore il 4 gennaio scorso.

La questione dei soccorsi sanitari in Calabria rimane quindi al centro del dibattito pubblico, e il nuovo decreto, pur rappresentando un primo passo, dovrà essere accompagnato da interventi più incisivi per garantire tempi di risposta adeguati e un’effettiva tutela del diritto alla salute.

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