Si fa luce sull’atto intimidatorio che ha colpito Pierfrancesco Balestrieri, assessore alle politiche sociali, ambiente, mensa scolastica, tutela del territorio e servizi cimiteriali, la notte del 13 gennaio 2024. Nel popoloso quartiere di San Francesco, ignoti avevano dato fuoco alla sua Nissan Qashqai, causando un grave danno all’esponente politico. Le indagini condotte dai Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Rende hanno portato all’arresto domiciliare di un uomo di Lattarico, piccolo comune a pochi chilometri da Bisignano, su ordine del gip del Tribunale di Cosenza. L’arresto è avvenuto dopo una richiesta della Procura di Cosenza.
Indagini in corso e sospetti di coinvolgimento di altri
Le indagini, stando alla nota ufficiale della Procura di Cosenza, hanno consentito di ricostruire il percorso effettuato dal veicolo utilizzato dai presunti autori dell’incendio, portando all’individuazione dell’arrestato sulla base di gravi indizi. Secondo le informazioni emerse, altre persone potrebbero essere coinvolte nell’incendio, e nelle prossime settimane non sono esclusi ulteriori arresti, anche nella vicina Bisignano, poiché l’indagato di Lattarico è accusato “in concorso” con altre figure.
Il movente dell’attentato resta ancora oggetto di indagini. Tuttavia, sia il sindaco Francesco Fucile che lo stesso Balestrieri puntano il dito contro l’attività amministrativa dell’assessore come possibile causa dell’aggressione. In particolare, la delicatezza delle deleghe affidate a Balestrieri, come quelle relative alle politiche sociali e all’ambiente, potrebbero essere alla base dell’intimidazione.
Le dichiarazioni del sindaco e dell’assessore
Il sindaco Fucile, esprimendo il proprio apprezzamento per il lavoro delle forze dell’ordine, ha dichiarato che l’Amministrazione continuerà a portare avanti con maggiore determinazione la sua attività politica, fatta di rinnovamento, democrazia, trasparenza e progresso, senza cedere alle intimidazioni.
Da parte sua, Balestrieri ha commentato con soddisfazione l’arresto di uno dei responsabili, sottolineando il peso emotivo della notizia. L’assessore ha ribadito che l’atto intimidatorio non aveva motivazioni personali contro di lui, ma era frutto del suo ruolo pubblico e delle scelte politiche che sta portando avanti per la sua comunità. «Non mi sono mai lasciato intimidire e non lo farò ora», ha affermato, confermando la sua volontà di continuare a lavorare con impegno, coerenza e trasparenza, senza arretrare davanti alla violenza.