Emergenza sanitaria in Calabria: il 118 rischia di perdere la sua efficacia

Le criticità nell'organico del servizio di emergenza e urgenza sollevano preoccupazioni tra i professionisti della sanità calabrese. Le pesanti critiche del sindacato Smi

Le parole di Gandolfo Miserendino, manager di Azienda Zero, riguardo agli sforzi fatti dalla Regione per potenziare il servizio 118 di emergenza-urgenza hanno scatenato reazioni polemiche. Non sono solo le dichiarazioni del manager a far discutere, ma soprattutto la situazione che si vive quotidianamente nel primo soccorso territoriale, dove le difficoltà nell’organico sono ormai evidenti. La regione si trova a fronteggiare un problema di grave carenza di medici, una condizione che compromette l’efficacia di un servizio fondamentale per la salute dei cittadini calabresi.

Saverio Ferrari, medico e delegato provinciale del sindacato Smi dell’Asp di Catanzaro, ha espresso forte disappunto contro le parole di Miserendino, ricordando che il 118 è stato creato nel 1997 con uno scopo ben preciso: garantire un intervento tempestivo in caso di emergenza. Ferrari ha sottolineato che l’acronimo Suem (Servizio di Urgenza ed Emergenza Medica) indica una rete che dovrebbe intervenire entro 8 minuti nelle aree urbane e 20 minuti nelle aree extraurbane, ma la realtà è ben diversa. La causa di queste difficoltà è principalmente la mancanza di medici, un problema che persiste da anni.

In Calabria, infatti, le Peti (le unità mobili di emergenza) operano frequentemente senza medici a bordo, una situazione che mette a rischio la qualità del servizio. Ferrari ha spiegato come il ruolo del medico, insieme a quello dell’infermiere e dell’autista, sia cruciale per garantire un soccorso efficace, che possa davvero fare la differenza tra la vita e la morte. Tuttavia, la scarsità di personale medico sta facendo svanire la missione originaria del 118, che si sta trasformando in un semplice mezzo di trasporto verso i pronto soccorso già congestionati, invece di un servizio sanitario d’emergenza.

Il sindacato Smi, da mesi, chiede soluzioni strutturali e temporanee per far fronte a questa carenza. In particolare, viene proposto un rinnovo dell’Air (il contratto per i medici del 118) che sia realmente attrattivo per i professionisti, insieme a misure temporanee come l’incremento delle prestazioni aggiuntive per i medici già in servizio. Ferrari ha sottolineato come la situazione diventi ancora più critica con l’avvicinarsi dell’estate, quando il servizio dovrà rispondere anche alle necessità sanitarie dei turisti italiani e stranieri che visiteranno la Calabria. Se non verranno adottate misure urgenti, la regione rischia di fornire un servizio inefficiente e inefficace, con gravi ripercussioni per la salute dei cittadini e dei visitatori.

Miserendino e il presidente commissario della Regione, Roberto Occhiuto, sono accusati di non aver messo in atto alcuna misura concreta per attrarre i medici necessari a rinforzare il servizio 118. I mesi passano e il numero di medici nelle Pet calabresi diminuisce, aggravando ulteriormente una situazione già critica.

L’emergenza medica in Calabria, dunque, non riguarda solo la carenza di personale ma anche l’inefficienza gestionale e la mancanza di soluzioni strutturali in grado di garantire un servizio sanitario adeguato a tutte le esigenze, comprese quelle estive che vedranno un aumento della popolazione temporanea.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Da Firenze, il delegato Crui e rettore dell’Unical lancia una visione per gli atenei: formare...
Il 20 marzo l’Ateneo apre le porte alla cittadinanza per la Giornata Nazionale delle Università...
I sindacati: "servono soluzioni concrete per scongiurare gli ammortizzatori sociali e rilanciare il progetto industriale"...

Altre notizie

Altre notizie