Sanità e trasparenza, il Consiglio regionale discute le interrogazioni del M5S sulle criticità calabresi

Il 24 febbraio si discuterà della Calabria Film Commission, dei fondi dell'Asp di Catanzaro e delle carenze sanitarie nelle aree montane

Nel prossimo Consiglio regionale della Calabria, in programma per il 24 febbraio 2025, saranno affrontate tre interrogazioni riguardanti temi cruciali per la trasparenza amministrativa e il diritto alla salute dei cittadini. Su richiesta del capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Davide Tavernise gli assessori della Giunta Occhiuto dovranno fornire chiarimenti su:
  • Obblighi di pubblicità e trasparenza della Fondazione Calabria Film Commission , con particolare attenzione alla gestione dei fondi pubblici destinati al settore cinematografico.
  • Utilizzo non conforme dei fondi aziendali dell’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Catanzaro , al fine di verificare eventuali irregolarità nella spesa sanitaria.
  • Carenze sanitarie nelle aree montane della Calabria , un problema che ha assunto una gravità drammatica con il recente caso di decesso avvenuto a San Giovanni in Fiore.

Il caso di San Giovanni in Fiore: sanità in crisi nelle zone interne

La terza interrogazione riguarda la grave situazione sanitaria nelle aree interne della Calabria, dove l’ accesso ai servizi essenziali è compromesso da distanze, infrastrutture carenti e condizioni climatiche difficili. Un caso emblematico è la morte di SC, 48 anni, avvenuta il 4 gennaio 2025 a San Giovanni in Fiore. Colpito da una sindrome coronarica acuta, l’uomo è stato soccorso da un’ambulanza del 118 priva di medico a bordo, poiché l’unico anestesista disponibile era impegnato in un altro intervento. L’elisoccorso non ha potuto operare a causa del maltempo, e il paziente, trasportato in ambulanza verso l’ospedale di Cosenza, è deceduto lungo la Statale 107 prima di arrivare all’Annunziata.

L’episodio evidenzia un problema strutturale: il Pronto soccorso dell’ospedale di San Giovanni in Fiore è sotto organico, con solo due medici invece dei sei previsti. La chiusura o il ridimensionamento di molte strutture sanitarie locali obbliga i residenti delle zone montane a dipendere esclusivamente dai grandi ospedali, con tempi di intervento che spesso risultano fatali.

Un modello alternativo per la sanità montana

Durante la discussione in Consiglio regionale verrà analizzata anche la possibilità di adottare modelli sanitari più efficaci, come quello dell’ospedale Morelli di Sondalo (Lombardia)  Questa struttura è parte di una rete di cure primarie che offre servizi specialistici e incentivi per attrarre medici nelle zone difficili da raggiungere. L’interrogatorio mira a sollecitare il presidente della Giunta regionale e Commissario ad acta per il Piano di rientro sanitario, affinché vengano adottate misure concrete per garantire un’adeguata copertura sanitaria nelle aree interne della Calabria ed evitare ulteriori tragedie.

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