Il Bilancio consolidato 2025 del Comune di Rende torna al centro del confronto politico e amministrativo. Dopo le richieste di chiarimento avanzate attraverso gli organi di informazione dal consigliere Eugenio Trombino, l’Amministrazione comunale ha diffuso una nota per precisare la funzione del documento e fornire una lettura delle principali voci economiche e patrimoniali.
Il punto di partenza riguarda la natura stessa del consolidato, che restituisce una rappresentazione unitaria della situazione economica e patrimoniale del Comune e della società in house Rende Servizi Srl. Il documento, dunque, aggrega le componenti riconducibili alle due realtà considerate come un unico gruppo.
Secondo quanto precisato dall’Amministrazione, il Bilancio consolidato svolge essenzialmente una funzione conoscitiva: non autorizza nuove spese, non stabilisce il risultato di amministrazione e non modifica gli equilibri finanziari dell’ente.
Flussi finanziari e Bilancio consolidato, la distinzione
Uno dei chiarimenti riguarda la differenza tra contabilità economico-patrimoniale e contabilità finanziaria. Quest’ultima mantiene la funzione di autorizzare le spese e rendicontarne i risultati, mentre il consolidato consente di ottenere una rappresentazione complessiva della dimensione economica e patrimoniale del gruppo.
In base all’articolo 11-bis del decreto legislativo 118 del 2011, il Bilancio consolidato è composto dal conto economico e dallo stato patrimoniale. I flussi finanziari sono invece rappresentati nel conto del bilancio, approvato con il rendiconto.
Nel documento approvato dal Consiglio sono stati aggregati il rendiconto 2025 del Comune e il bilancio di Rende Servizi, procedendo anche all’eliminazione delle cosiddette partite infragruppo. Si tratta delle operazioni intercorse tra Comune e società partecipata, che vengono neutralizzate per evitare duplicazioni nella rappresentazione complessiva.
Crediti in calo e liquidità in aumento
Tra i dati evidenziati dall’Amministrazione emerge una riduzione dei crediti superiore a 4,6 milioni di euro, risultato collegato anche a una maggiore capacità di riscossione. Parallelamente, la liquidità avrebbe registrato una crescita di quasi 9,7 milioni.
Alla chiusura dell’esercizio, il gruppo disponeva di 31,6 milioni di euro di liquidità, a fronte di circa 26 milioni di debiti di funzionamento. I debiti derivanti da finanziamenti, costituiti principalmente dai mutui, risultano invece diminuiti di circa 2 milioni.
Un altro elemento riguarda le immobilizzazioni in corso, che hanno registrato un incremento del 60%, collegato all’avanzamento degli investimenti e delle opere.
Debiti verso fornitori a 14,38 milioni
Particolare attenzione è stata riservata alla situazione debitoria. Nel consolidato, i debiti verso fornitori ammontano a 14.386.679 euro, una cifra inferiore ai 14.531.386 euro riferiti al solo Comune.
L’incremento complessivo di alcune componenti debitorie viene ricondotto soprattutto a 4,3 milioni di euro di spese per investimenti, in larga parte finanziati attraverso risorse esterne all’ente.
Anche la voce relativa agli “altri debiti” risulta aumentata. In questo caso, la variazione viene collegata all’accantonamento prudenziale del tributo speciale previsto nell’ambito della tassa sui rifiuti, in attesa dell’approvazione delle nuove tariffe da parte dell’autorità regionale competente. Secondo quanto riferito dall’Amministrazione, la relativa posta contabile trova integrale copertura nella tariffa.
La nota precisa inoltre che tali importi non costituiscono debiti fuori bilancio, ma rappresentano obbligazioni già impegnate e coperte nella contabilità finanziaria, relative a lavori, forniture e servizi ancora da pagare alla data del 31 dicembre 2025. Nel rendiconto comunale, oltre 1,3 milioni sarebbero inoltre collegati a fatture non ancora pervenute al momento della chiusura dell’esercizio.
Risultato economico negativo per 322 mila euro
Il Bilancio consolidato registra un risultato economico negativo di circa 322 mila euro. Secondo la ricostruzione fornita dal Comune, sul dato incide in maniera significativa la svalutazione prudenziale dei crediti, pari a quasi 2,7 milioni.
Si tratta di un accantonamento finalizzato a tenere conto dei crediti per i quali esistono margini di incertezza sulla riscossione. Senza questa componente, viene evidenziato nella nota, il risultato economico sarebbe stato positivo.
Nella stessa logica prudenziale rientra l’aumento di circa 800 mila euro dei fondi rischi. Per gli enti pubblici, inoltre, il risultato del conto economico non può essere assimilato direttamente al profitto di un’impresa privata, poiché tra i proventi figurano tributi e trasferimenti e il risultato finale è influenzato anche da componenti contabili prive di immediati effetti monetari.
Sul versante patrimoniale, il dato indicato dall’Amministrazione mostra invece una crescita del patrimonio netto consolidato, passato da 89,7 a 90,2 milioni di euro.
Il parere dei revisori e le nuove regole contabili
Il Bilancio consolidato 2025 è accompagnato dal parere favorevole dei revisori dei conti, contenuto nel verbale numero 36 del 23 settembre 2026. I rapporti di credito e debito tra Comune e Rende Servizi sono stati inoltre asseverati dai rispettivi organi di revisione.
Il quadro contabile è destinato a cambiare nei prossimi anni con l’introduzione della riforma accrual. A partire dal 2027 entreranno progressivamente in vigore nuovi criteri, compreso un principio per il Bilancio consolidato allineato allo standard Itas 12, con il passaggio al pieno regime previsto dal 2030.
Il Comune di Rende ha già avviato la riclassificazione dei conti 2025 secondo il nuovo piano dei conti unico nell’ambito della fase pilota. Il confronto sul consolidato prosegue quindi mentre l’ente si prepara al passaggio verso il nuovo sistema contabile previsto per le amministrazioni pubbliche.
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