Cresce ancora il gioco d’azzardo in Calabria, e la provincia di Cosenza si conferma la più esposta al fenomeno a livello regionale. Nel 2025 la raccolta complessiva tra gioco fisico e da remoto in provincia ha toccato quota 2.164.517.761,09 euro, il valore più alto tra tutte le province calabresi. Il dato emerge dalla terza edizione dello studio “Non così piccoli. Azzardo, un problema in più per i piccoli Comuni italiani”, promosso da Fondazione Isscon, Federconsumatori e CGIL.
La ricerca rappresenta la prima analisi sistematica del fenomeno dell’azzardo nei Comuni italiani tra 2.000 e 10.000 abitanti, un segmento territoriale spesso escluso dalle statistiche ufficiali ma che, come dimostrano i dati cosentini, non è affatto immune dal peso delle scommesse e del gioco online.
I Comuni “grandi” più a rischio
Tra i centri sopra i 10.000 abitanti, diversi Comuni della provincia di Cosenza rientrano tra quelli con la media pro capite di gioco online più alta in regione, tutti oltre i 4.000 euro pro capite: Rende, Cassano allo Jonio, Scalea e Corigliano-Rossano.
Cetraro, il Comune del boom (e delle vincite milionarie)
Sul fronte dei volumi assoluti, Cetraro si conferma il Comune sotto i 9.999 abitanti con il valore più alto di raccolta online nell’intera provincia: 34.814.796,30 euro, a cui si affiancano vincite per 32.611.232,32 euro e perdite per 2.203.563,98 euro. Il dato segna un calo dell’1,4% rispetto al 2024, ma un incremento del +21,6% se confrontato con il 2023. Alle sue spalle si posiziona anche Tortora, altro Comune cosentino tra i più attivi nella raccolta online.
Tra i piccoli Comuni con gioco online in crescita spicca anche Diamante, tra i centri sotto i 9.999 abitanti con incrementi rispetto al 2024, così come Francavilla Marittima.
Non mancano però segnali di controtendenza: Tortora e Lungro, pur restando tra i Comuni cosentini con i livelli di gioco pro capite più alti, registrano una contrazione della raccolta rispetto all’anno precedente — un segnale delle dinamiche mutevoli che caratterizzano il settore dell’azzardo anche nel territorio cosentino.
Il commento di Federconsumatori Calabria
«I dati regionali dicono che diversi Comuni calabresi sciolti per infiltrazioni mafiose risultano fra le realtà sotto i 10mila abitanti con il maggior valore di giocate pro capite», evidenzia Mimma Iannello, presidente di Federconsumatori Calabria Aps. «È un dato di fatto che descrive lo scenario in cui si muovono flussi di denaro che vanno approfonditi e tracciati. Non ci si può voltare dall’altra parte di fronte a milioni di euro che spesso entrano nel gioco per essere ripuliti dalla criminalità organizzata».
Critica alle istituzioni e guadagni record per l’industria
Secondo Federconsumatori, le attuali strategie di contrasto alla ludopatia hanno mostrato un sostanziale fallimento. Mentre le famiglie finiscono nel tunnel del sovraindebitamento e le strutture sanitarie rincorrono i danni della dipendenza patologica, l’industria dell’azzardo ha visto crescere gli utili del 165% nel 2025. «Lo Stato non può proteggere gli interessi dei concessionari», incalza la presidente di Federconsumatori Calabria. «Mettere in trasparenza ogni indicatore del gioco è una misura di tutela della salute pubblica, dei redditi familiari e della legalità ».
L’associazione sollecita un intervento congiunto e immediato da parte di Governo, Regioni e Comuni: una normativa rigida coordinata e stringente contro l’azzardo, l’istituzione di Osservatori territoriali dedicati all’analisi del fenomeno, il divieto assoluto di pubblicità per le piattaforme di gioco e la pubblicazione periodica di tutti i dati d’incasso, fino alla redazione di un vero e proprio bilancio sociale sugli impatti della ludopatia.
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