Non è stata una semplice partita di futsal, ma un concentrato di emozioni, agonismo e polemiche quello andato in scena davanti ai mille spettatori del PalaPirossigeno. La Pirossigeno Cosenza impone il pari (3-3) alla corazzata Meta Catania, confermandosi squadra in salute e capace di guardare negli occhi i Campioni d’Italia.
L’approccio dei lupi è feroce. Sotto la spinta del pubblico calabrese, la squadra di casa mette subito le corde la capolista. L’uomo ovunque, Kevin Arrieta, veste i panni dell’assistman: prima serve a Marcelinho il pallone del vantaggio (13° sigillo stagionale per lui), poi propizia il raddoppio fulmineo di Trentin. In pochi minuti, il tabellone segna un incredibile 2-0 che fa sognare l’impresa.
La Meta Catania, però, non è in cima alla classifica per caso. La reazione etnea è immediata: Podda accorcia le distanze gelando l’entusiasmo iniziale, mentre il portiere Parisi deve superarsi più volte per blindare la porta. Il fortino cosentino cede però a un minuto dal riposo, quando Turmena trova la zampata del 2-2.
Il secondo tempo è una battaglia tattica e nervosa. Il Cosenza spreca con Fantecele e Marcelinho (miracoloso Pedro Siqueira), ma l’episodio che rischia di cambiare la storia del match avviene a tre minuti dalla fine. Carmelo Musumeci firma il 2-3 in un clima di totale confusione arbitrale: un fischio per punizione poi “ritrattato” manda in tilt la difesa rossoblù, scatenando le vibranti proteste dei padroni di casa.
Quando tutto sembrava perduto, sale in cattedra la classe di Kevin Arrieta. A soli 23 secondi dalla sirena, il fuoriclasse rossoblù inventa una traiettoria capolavoro che si insacca alle spalle del portiere ospite. È l’apoteosi: il 3-3 finale premia il coraggio del Cosenza e punisce l’eccessiva sicurezza della capolista.
Con questo pareggio, la Pirossigeno inanella il quarto risultato utile di fila. Un bottino pesante che dà morale in vista del turno infrasettimanale di martedì, quando i lupi faranno visita al Napoli in un altro derby del Sud ad altissima tensione.