Non più solo un compito esclusivo dello Stato, ma un mosaico di competenze che coinvolge istituzioni, cittadini e sicurezza privata. È questo il messaggio emerso con forza dal convegno “Sicurezza pubblica e urbana: Responsabilità condivisa e supporto alle Forze dell’Ordine”, svoltosi sabato scorso nel Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza.
L’iniziativa, promossa dal Comparto Sicurezza dei Cavalieri Templari Federiciani della Calabria e dall’UNIV (Unione Nazionale Imprese di Vigilanza), ha riunito esperti, rappresentanti istituzionali e figure religiose per discutere una “rivoluzione culturale” necessaria a fronteggiare le sfide moderne.
Un modello integrato per il territorio
Ad aprire i lavori è stata Filomena Falsetta, che ha definito le Forze dell’Ordine come “baluardi dello Stato di diritto”. Il cuore del dibattito si è spostato rapidamente sulla necessità di un modello integrato. Gino Muratori (UNIV) ha citato il Rapporto Censis 2025 per sottolineare come la sinergia tra pubblico e privato sia ormai una risposta strategica imprescindibile in tempi di crisi.
Sulla stessa scia l’intervento di Maria Antonia Spartà, già Vice Questore a Roma, che ha descritto la sicurezza come un “equilibrio di umanità”, suggerendo un’integrazione tecnologica immediata tra i sistemi di videosorveglianza privata e le sale operative pubbliche.
Le sfide delle amministrazioni locali
Il Sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha posto l’accento sulle criticità operative: “La vera causa dell’insicurezza risiede nella carenza di personale”, ha dichiarato, evidenziando come sia impossibile controllare territori vasti con organici ridotti. Caruso ha inoltre richiamato l’attenzione sulla gestione dell’immigrazione irregolare e sul valore della Polizia Municipale come braccio operativo fondamentale.
Un richiamo ai valori è arrivato dalla Consigliera Provinciale Tiziana Battafarano, che ha ribadito come la sicurezza passi per il concetto di libertà intesa come rispetto volontario delle leggi, mentre il già Vice Questore Sergio Giacoia ha insistito sulla necessità di una formazione d’eccellenza per le guardie giurate e i volontari che supportano il controllo del territorio.
Il ruolo della comunità e dell’etica
Non è mancato il profilo etico-sociale con l’intervento di Don Germano Anastasio, che ha portato i saluti del Vescovo Mons. Checchinato. Il parroco ha definito gli operatori di sicurezza come “angeli custodi”, sottolineando come la visione cristiana veda nella collaborazione tra cittadini e Stato la via maestra per la tutela dei diritti e la prevenzione dei conflitti.
Il convegno ha visto la partecipazione di figure di rilievo del tessuto civile e della vigilanza, come Elena Mittembergher, Giovanni Corallo (Istituto “La Torpedine”) e l’artista Patrizia Lo Feudo, a testimonianza di come il tema della legalità sia profondamente sentito in ogni settore della società calabrese.