“Voci dal Sottosuolo”: A Cosenza il teatro diventa scuola, comunità e diritto condiviso

Nel contesto del quartiere Spirito Santo, il Teatro Vuozzo ambisce a diventare una scuola, un cortile, un intreccio di storie e voci che ascoltano, restituiscono e accolgono la comunità.

Dal prossimo novembre a gennaio, il Teatro Silvio Vuozzo nel cuore del quartiere Spirito Santo di Cosenza si prepara a un’intensa stagione di rigenerazione culturale. Con la sesta edizione della rassegna teatrale “Voci dal Sottosuolo”, promossa dal Kollettivo Kontrora in collaborazione con il Teatro del Carro – Pino Michienzi, lo spazio scenico si trasformerà in un vero e proprio luogo di incontro, ascolto e partecipazione attiva.

Il progetto, finanziato grazie ai fondi Otto per Mille della Chiesa Evangelica Valdese, si fonda su una visione radicale e inclusiva: il teatro non è un bene esclusivo di chi lo crea, ma un diritto condiviso appartenente soprattutto a chi lo vive. Nel contesto del quartiere Spirito Santo, il Teatro Vuozzo ambisce a diventare una scuola, un cortile, un intreccio di storie e voci che ascoltano, restituiscono e accolgono la comunità.

“Voci dal Sottosuolo” nasce con l’obiettivo di essere una voce per chi spesso rimane inascoltato e un’eco delle narrazioni “sottotraccia” del territorio. Questa edizione ribadisce con forza il ruolo del teatro come spazio da aprire, là dove prima non c’era, creando un legame indissolubile tra la vita del quartiere e l’arte scenica.

Il programma si sviluppa attraverso un connubio unico di eventi:

  • Quattro spettacoli di teatro contemporaneo.

  • Tre laboratori di drammaturgia di quartiere, rivolti in particolare agli alunni e agli anziani, custodi di una memoria viva e preziosa.

Saranno proprio le storie raccolte in questi laboratori ad aprire ogni serata, creando un ponte diretto e vitale tra la comunità e la scena.

A sottolineare la visione del progetto, il costo di ingresso è stato fissato alla cifra simbolica di 1 euro. Questo prezzo non è casuale: esprime la convinzione che il teatro non debba essere considerato un lusso, ma un diritto accessibile a tutti.

Ogni spettacolo si trasforma così in una vera e propria occasione di comunità, un momento di condivisione che mira a trasformare il quartiere Spirito Santo da semplice luogo a spazio vivo, di partecipazione e rigenerazione culturale.

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