Dopo anni di attesa, di annunci, promesse non mantenute e occasioni mancate, l’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza si prepara a vivere una svolta storica nel panorama sanitario calabrese. Finalmente, la struttura ospedaliera avrà la sua Unità operativa di Cardiochirurgia e Rianimazione.
Il via libera è arrivato direttamente dai vertici della sanità regionale: il commissario regionale Roberto Occhiuto e i subcommissari Iole Fantozzi ed Ernesto Esposito hanno infatti apposto la firma sul decreto istitutivo della nuova struttura medico-ospedaliera.
L’istituzione del nuovo reparto rappresenta un investimento significativo, con un finanziamento previsto di quattro milioni e mezzo di euro. L’obiettivo è chiaro: rafforzare l’offerta pubblica in un’area critica e contrastare l’elevato fenomeno della “mobilità passiva” che costringe molti cittadini calabresi a curarsi fuori regione, in particolare per le patologie cardiocircolatorie.
La nuova unità operativa avrà una dotazione complessiva di 22 posti letto: 16 posti letto saranno dedicati alla Cardiochirurgia e 6 posti letto saranno riservati alla Rianimazione (Rianimazione Cardiochirurgica), essenziali per le necessità clinico-assistenziali dell’Unità di Cardiochirurgia.
Il decreto non si limita solo alle strutture, ma affronta anche l’urgente questione del personale. Il subcommissario Iole Fantozzi ha stabilito che l’Azienda ospedaliera e l’Azienda Zero dovranno procedere con urgenza al reclutamento del personale, sia a tempo indeterminato che determinato, ricorrendo alle graduatorie già vigenti.
Questa mossa mira a garantire che l’Unità operativa possa diventare pienamente operativa nel minor tempo possibile, rispondendo così a un bisogno di assistenza che si protrae da troppo tempo sul territorio cosentino e provinciale.
L’attivazione del reparto di Cardiochirurgia all’Annunziata di Cosenza è un tassello fondamentale nella riorganizzazione della rete ospedaliera calabrese, che punta a privilegiare le strutture pubbliche e a garantire una maggiore equità territoriale. Il provvedimento rappresenta un segnale di attenzione per la provincia di Cosenza, che storicamente ha registrato uno dei più alti indici di mobilità sanitaria per i suoi abitanti.
La speranza è che questo investimento, frutto di una decisione a lungo attesa, segni l’inizio di una nuova era per l’ospedale e per l’intera sanità calabrese, offrendo finalmente cure specialistiche di alto livello “a casa propria” ai cittadini.