Sempre più calabresi scelgono di destinare il 5 per mille a enti e associazioni che operano sul fronte sociale. Negli ultimi tre anni, dopo la battuta d’arresto della pandemia, le adesioni sono cresciute dell’11,5%, con un incremento del 7,5% tra il 2023 e il 2024. Un dato che testimonia una maggiore attenzione dei contribuenti verso realtà che garantiscono assistenza a disabili, anziani, migranti e persone in difficoltà.
In un contesto nazionale che vede il progressivo calo delle preferenze per l’8 per mille, il 5 per mille continua invece a crescere, pur rappresentando solo il 15% dei contributi complessivi contro il 30% dell’altro strumento. In Calabria, nel 2024, su 1.163.524 contribuenti, 220.193 hanno scelto il 5 per mille, pari al 19% del totale, a fronte del 36% che ha optato per l’8 per mille e del 5% che ha destinato il 2 per mille.
La platea dei beneficiari è ampia e diversificata. In Italia sono circa 91mila, mentre in Calabria se ne contano 128 tra enti del terzo settore, onlus, associazioni sportive e organizzazioni attive nella ricerca scientifica, nella sanità, nella tutela del patrimonio culturale e nella gestione di aree protette. Se si includono anche le tre università calabresi, i comuni e le camere di commercio, il numero sale a 570 realtà.
Cosenza risulta la provincia con il maggior numero di beneficiari (47), seguita da Reggio Calabria (37), Catanzaro (35), Vibo Valentia (6) e Crotone (3). Non sorprende quindi che oltre la metà della raccolta regionale finisca proprio a enti e associazioni cosentine.
A livello nazionale, il 5 per mille ha generato risorse pari a 523 milioni di euro, di cui 5,2 milioni destinati alla Calabria, appena l’1% del totale. Più del 70% dei fondi regionali ha sostenuto progetti del terzo settore e onlus attive nell’assistenza a disabili e migranti, il 5% è andato a enti religiosi e il 2,5% a realtà impegnate nel recupero degli animali randagi. Alle università calabresi sono arrivati 85mila euro, pari al 4,5% del fondo regionale, in aumento dell’1% rispetto al 2023: l’Unical ha raccolto il 72%, seguita da Catanzaro (12%) e Reggio Calabria (6%).
Il dibattito politico resta aperto sul futuro di questo strumento, considerato ormai fondamentale per realtà che spesso suppliscono alle carenze delle istituzioni. Tra le ipotesi discusse prima della pandemia c’era la compartecipazione statale, con un cofinanziamento delle somme destinate al 5 per mille: un progetto rimasto bloccato a causa delle difficoltà di bilancio ma che potrebbe tornare presto nell’agenda parlamentare.
soldi buttati in un buco nero. sono decenni che si chiedono soldi per la fame nel mondo..e ancora c’è, col paradosso che la fame nel mondo in molti casi è in paesi ricchi di oro, petrolio, gas, diamanti, rame. sono decenni che chiedono soldi per la ricerca sui tumori ma ancora nessuna scoperta (dalla scienza) ma un vaccino e stato creato e inoculato nel giro di un mese.