L’Assemblea dei Sindaci ha espresso parere favorevole al Bilancio di Previsione 2026-2028 della Provincia di Cosenza, confermando l’adozione già deliberata dal Consiglio Provinciale nella seduta del 18 marzo. La votazione ha fatto registrare un’ampia convergenza istituzionale: su 87 amministratori presenti (in rappresentanza di oltre il 61% della popolazione provinciale), 85 hanno votato a favore, con le sole astensioni dei comuni di Cosenza e Rende e nessun voto contrario.
Strategia politica e dialogo territoriale
Il Presidente Biagio Faragalli, aprendo i lavori, ha delineato le priorità del nuovo corso amministrativo, citando le sfide legate al PNRR e la gestione del Piano di riequilibrio finanziario. La nuova governance punta su un modello di gestione partecipata attraverso l’istituzione di macroaree omogenee e tavoli tecnici permanenti.
L’approvazione è stata accompagnata da un clima di apertura costruttiva. Nonostante l’astensione, il Comune di Rende ha definito il voto un segnale di “fiducia e speranza” verso la nuova presidenza, esortando al coinvolgimento di tutte le forze politiche oltre gli schieramenti. Anche dai banchi dell’opposizione, i consiglieri Graziano Di Natale e Giuseppe Ciacco hanno accolto l’appello alla collaborazione istituzionale per affrontare i nodi critici della viabilità e dell’edilizia scolastica.
Analisi tecnica e risanamento finanziario
Sotto il profilo contabile, l’Ente prosegue nel percorso di riequilibrio finanziario pluriennale, reso necessario da una quota disponibile negativa emersa nel Rendiconto 2024 (circa -82,6 milioni di euro). Tuttavia, la direzione tecnica coordinata dal dott. Antonio Maletta ha evidenziato un andamento migliorativo: il disavanzo tecnico presunto al 31 dicembre 2025 risulta infatti inferiore rispetto alle previsioni iniziali del cronoprogramma.
Gli equilibri di bilancio sono garantiti per l’intero triennio, con volumi finanziari che superano il miliardo di euro per ciascuna annualità:
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2026: € 999.613.226,96
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2027: € 1.069.368.994,41
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2028: € 1.075.282.502,41
Nonostante la solidità della manovra, permane la criticità legata al “contributo alla finanza pubblica” richiesto agli enti locali, che continua a incidere sulle risorse destinate ai servizi essenziali per la comunità.


