Infrastrutture e Alta Velocità in Calabria: tra il dissenso e le strategie nell’Alto Tirreno

Mentre i residenti del cosentino denunciano l'impatto sociale del raddoppio ferroviario, a Scalea si accende il dibattito sulla paternità dei successi legati ai collegamenti veloci

Il potenziamento delle infrastrutture ferroviarie in Calabria continua a generare un clima di forte tensione e incertezza, muovendosi lungo due binari paralleli: da un lato l’impatto sociale dei cantieri nel cosentino, dall’altro la competizione politica e civile per il controllo degli snodi strategici nell’Alto Tirreno.

L’emergenza espropri in contrada Pantani

In contrada Pantani, il sentimento prevalente tra i residenti è quello dell’abbandono. L’avvio delle operazioni propedeutiche al raddoppio della galleria Santomarco, sulla linea Paola-Cosenza, ha reso tangibili i timori della popolazione. Le recenti attività di picchettamento dei terreni hanno segnato l’inizio formale di un processo che vedrà molti cittadini privati delle proprie abitazioni, edificate dopo anni di sacrifici.

Parallelamente, cresce la preoccupazione per chi rimarrà: diverse proprietà, pur non essendo oggetto di esproprio, si troveranno a ridosso di cantieri di vasta scala, con pesanti ripercussioni sulla qualità della vita e sulla stabilità degli edifici.

Il nodo Alta Velocità: Scalea vs Praia a Mare

Spostando lo sguardo verso l’Alto Tirreno, il dibattito si sposta sulla logistica dell’Alta Velocità. La questione centrale riguarda la gestione delle fermate tra Scalea e Praia a Mare. Data l’estrema vicinanza tra i due scali — separati da circa quattro minuti di percorrenza — l’ipotesi tecnica più accreditata è quella di una rotazione delle fermate tra i convogli per garantire l’efficienza del servizio.

In questo contesto, il sindaco di Scalea, Mario Russo, ha avviato interlocuzioni con i vertici di Italo per consolidare il ruolo della stazione cittadina. Tuttavia, l’iniziativa ha innescato la reazione polemica dell’Unione delle associazioni della Riviera dei Cedri e del Pollino.

La rivendicazione della società civile

Le associazioni hanno espresso fermo dissenso verso quella che definiscono una “appropriazione politica” dei risultati ottenuti. Secondo il coordinamento, il merito del progressivo potenziamento della stazione di Scalea — passato per l’istituzione delle fermate Frecciabianca (2017), Intercity Notte (2018), Frecciargento (2019) e infine Frecciarossa e Italo (2020) — appartiene esclusivamente al lavoro di rete avviato nel 2018 dalla società civile.

Il gruppo sottolinea come la stazione di Scalea sia stata scelta non per logiche politiche, ma per requisiti tecnici e centralità geografica, grazie a una mobilitazione che ha superato i confini regionali, coinvolgendo cittadini e realtà associative su scala nazionale.

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