Con una dura nota di analisi politica, Francesco Alimena ha ufficializzato le proprie dimissioni dal ruolo di capogruppo del Partito Democratico al Consiglio comunale di Cosenza. Una decisione che scuote Palazzo dei Bruzi e che arriva al culmine di una fase di profonda tensione interna alla Federazione provinciale, acuita dall’esito delle recenti elezioni per il rinnovo del consiglio di Piazza XV Marzo.
L’atto d’accusa alla dirigenza
Alimena motiva la propria scelta descrivendo una classe dirigente locale “impolitica e priva di tensione etica”, accusata di gestire il partito come uno strumento di carriera personale anziché come una comunità di valori. L’ex capogruppo pone l’accento sulla gestione delle elezioni provinciali, parlando di “liste costruite con logica cosenzacentrica” e di una totale assenza di confronto democratico all’interno degli organismi di partito.
Secondo l’analisi di Alimena, il risultato elettorale non sarebbe imputabile a presunti “franchi tiratori” del centrosinistra, bensì a una crisi interna al centrodestra, con il candidato Faragalli che avrebbe registrato circa novemila voti in meno rispetto alle liste di supporto.
Il tramonto del progetto “Cosenza 2050”
Uno dei passaggi più critici riguarda la coalizione che sostiene il sindaco Franz Caruso. Alimena dichiara esaurita l’esperienza di “Cosenza 2050”, sostenendo che il progetto abbia smarrito la direzione politica originaria per perdersi in “logiche di potere”. L’esponente dem contesta inoltre la presenza, nei ruoli decisionali, di figure con trascorsi in formazioni politiche distanti, dalla Lega a Scelta Civica, che oggi eserciterebbero una leadership non legittimata dal merito o dal consenso.
Prospettive future
Le dimissioni da capogruppo, definite un atto di coerenza e libertà intellettuale, segnano una rottura netta con l’attuale gestione della Federazione, ma non un addio alla politica attiva. Alimena ha infatti confermato la volontà di proseguire il mandato consiliare nel rispetto degli elettori, dichiarando di voler lavorare fin da subito alla costruzione di una nuova coalizione progressista in vista della scadenza elettorale del 2027.