Un presidio di umanità che rischia di restare “in mezzo alla strada”. Il Comitato della Croce Rossa di Cosenza lancia un grido d’aiuto che attraversa l’intero hinterland, da Rende a Montalto Uffugo, coinvolgendo i 31 comuni in cui l’associazione opera quotidianamente. Con 250 volontari attivi e una flotta di 18 mezzi di soccorso, l’organizzazione si trova oggi ad affrontare una crisi logistica senza precedenti che minaccia la continuità dell’assistenza sanitaria e sociale sul territorio.
La crisi attuale è il risultato di una tempesta perfetta. Dopo l’addio forzato alla storica sede di Rende, definita dal presidente Francesco Gentile come una “decisione ingiusta” della gestione commissariale, la Croce Rossa aveva trovato rifugio in una sistemazione d’emergenza a Montalto Uffugo. Tuttavia, il progresso infrastrutturale sta ora presentando il conto: i lavori per il raddoppio della rete ferroviaria condotti da RFI nella zona di Santa Maria di Settimo hanno portato all’esproprio dell’area. “Il raddoppio ferroviario sta letteralmente cancellando la nostra sede operativa”, spiega Gentile. “Abbiamo già dovuto abbandonare il 60% della struttura e, nel giro di pochi mesi, dovremo lasciare anche l’ultimo lembo di terra rimasto”.
Il problema non è solo burocratico, ma pesantemente operativo. Senza una sede, la Croce Rossa non sa dove ricoverare ambulanze, fuoristrada e mezzi pesanti. Ma a preoccupare sono soprattutto i magazzini della Protezione Civile e le scorte sanitarie, fondamentali per gli interventi di emergenza e per la distribuzione di aiuti alle famiglie indigenti.
Il vice presidente Gaetano Rizzuto è categorico: “C’è l’alto rischio di dover lasciare i mezzi in mezzo alla strada. Non possiamo permettere che ciò accada”.
Citando Henry Dunant, fondatore del movimento, il Comitato chiama a raccolta sindaci e imprenditori locali. La richiesta è chiara: trovare uno spazio fisico che permetta alla “bandiera della Croce Rossa” di continuare a sventolare. Se l’associazione dovesse fermarsi, a restare scoperta sarebbe un’intera rete di sicurezza sociale che serve migliaia di cittadini.“Non permettete che la più grande associazione di volontariato al mondo debba ammainare la propria bandiera per mancanza di uno spazio”, conclude il presidente Gentile. La corsa contro il tempo è iniziata.