Cosenza, proclamato lo stato di agitazione per i lavoratori delle pulizie nei presidi ospedalieri

La Filcams Cgil denuncia il mancato pagamento di stipendi e contributi da parte delle ditte uscenti: chiesto l’intervento urgente dell'Asp e il tavolo in Prefettura

Sale la tensione tra gli addetti ai servizi di pulizia dei presidi ospedalieri e dei distretti sanitari dell’Asp di Cosenza. La Filcams Cgil Pollino, per voce del segretario generale Andrea Ferrone, ha ufficializzato lo stato di agitazione delle maestranze. Al centro della disputa, gravi irregolarità nei pagamenti che colpiscono gli ex dipendenti delle ditte uscenti dall’appalto, Il Faro Soc. Coop. e Csf.

Secondo quanto ricostruito dal sindacato, le società che hanno gestito il servizio fino al 31 dicembre 2025 avrebbero versato solo un acconto sulla mensilità di dicembre entro la fine di gennaio. Tuttavia, il quadro descritto dalla Filcams è ben più allarmante e riguarda non solo il saldo delle retribuzioni e le spettanze di fine rapporto, ma anche: Cessioni del quinto e finanziarie: Somme regolarmente trattenute in busta paga ma mai versate agli istituti di credito e Fondi pensionistici: Contributi dovuti ma non inoltrati agli enti competenti.

Questa situazione sta esponendo una platea di lavoratori, prevalentemente part-time e monoreddito, alle pressanti richieste di sollecito da parte delle finanziarie.

Il 17 febbraio scorso, l’organizzazione sindacale ha formalmente richiesto all’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza l’intervento tramite i poteri sostitutivi. Questa procedura permetterebbe all’ente pubblico di congelare il pagamento delle fatture alle aziende morose per saldare direttamente le spettanze ai lavoratori.

Nonostante i solleciti, l’Asp non ha ancora fornito indicazioni operative. Il silenzio dell’azienda sanitaria sta alimentando l’incertezza e la rabbia tra il personale impegnato in un servizio essenziale per la tutela della salute pubblica.

Oltre allo stato di agitazione, il sindacato ha richiesto una convocazione urgente presso la Prefettura di Cosenza per avviare le procedure di raffreddamento. Se il tavolo di conciliazione non dovesse produrre risultati tangibili, la mobilitazione culminerà in una giornata di sciopero generale e in una manifestazione di piazza per rivendicare il diritto alla retribuzione e alla dignità lavorativa.

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