Occhiuto conferma le missioni mediche cubane: «Priorità alla salute dei cittadini»

Nonostante le pressioni diplomatiche statunitensi e la chiusura di programmi analoghi in altri Paesi, la Regione ribadisce la validità dell'accordo con L'Avana

La Regione Calabria conferma la propria linea strategica in merito all’impiego dei medici cubani all’interno del sistema sanitario regionale. Il Governatore Roberto Occhiuto, a seguito di un recente incontro presso la Cittadella con l’ambasciatore di Cuba in Italia, Jorge Luis Cepero Aguilar, ha ribadito la permanenza dei professionisti già operativi sul territorio, definendo il loro apporto «indispensabile» per garantire la continuità dei servizi ospedalieri.

Il contesto diplomatico e le pressioni internazionali

La posizione della Giunta regionale giunge in un momento di particolare tensione geopolitica. Gli Stati Uniti hanno intensificato il monitoraggio sulle missioni mediche cubane, sollevando riserve circa le condizioni contrattuali degli operatori, accuse che il governo de L’Avana respinge con fermezza.

Il Presidente Occhiuto ha confermato di aver interloquito anche con i rappresentanti della diplomazia americana, chiarendo che la necessità di mantenere aperti i reparti e i Pronto Soccorso calabresi prevale sulle dinamiche di politica estera: «Ho spiegato che i bisogni di salute dei calabresi vengono prima di ogni altra considerazione», ha dichiarato il Governatore, aggiungendo una disponibilità formale ad accogliere professionisti di altre nazionalità qualora gli Stati Uniti fossero in grado di fornirne in tempi brevi.

Il piano di potenziamento e il quadro globale

L’accordo tra la Regione Calabria e la società Csmc S.A., avviato nel 2022, prevede un programma di reclutamento che punta a raggiungere quota mille unità. Una scelta in controtendenza rispetto a quanto registrato recentemente in altre nazioni:

  • Giamaica: Ha annunciato la fine della cooperazione per mancato accordo sui nuovi termini.

  • Guatemala e Honduras: Hanno interrotto i programmi negli ultimi mesi.

  • Antigua e Barbuda: Rapporto concluso già nel dicembre scorso.

L’impatto economico per Cuba

L’esportazione di servizi sanitari si conferma un pilastro fondamentale per le casse dell’isola caraibica. Secondo i dati ufficiali, nel 2025 il settore ha generato un indotto di 7 miliardi di dollari. Al momento, circa 24.000 operatori cubani risultano impiegati in 56 Paesi, con una concentrazione superiore al 50% in Venezuela. Per la Calabria, tuttavia, l’obiettivo resta prettamente funzionale: evitare il collasso delle strutture pubbliche sguarnite di personale.

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