In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Cosenza scende in campo con una mobilitazione capillare su tutto il territorio provinciale. Dal 7 al 15 marzo, i militari dell’Arma saranno protagonisti di un fitto calendario di incontri, dibattiti e punti informativi volti a sensibilizzare la cittadinanza sui diritti delle donne e sugli strumenti di tutela contro soprusi e violenze.
L’iniziativa, nata in sinergia con le Amministrazioni comunali e le associazioni antiviolenza locali, rappresenta un esempio concreto di “arma di prossimità”, l’approccio che vede i Carabinieri non solo come forza di prevenzione, ma come punto di riferimento umano e sociale per le fasce più vulnerabili.
Il cuore dell’evento vedrà il coinvolgimento attivo del personale femminile dell’Arma. Presso gazebo allestiti nelle principali piazze e nei luoghi di maggiore aggregazione del capoluogo brutio e della provincia, le carabinieri accoglieranno i cittadini per instaurare un dialogo empatico e di fiducia.
Il messaggio è chiaro: “Possiamo aiutarvi”. Questo slogan, che riprende la storica campagna istituzionale dei primi anni 2000, punta a trasmettere la certezza di una protezione costante e di una capacità di ascolto qualificata.
Durante gli incontri e i dibattiti presso i centri specializzati, verrà distribuito materiale informativo e brochure dedicate. L’obiettivo è fornire una guida pratica agli strumenti di difesa esistenti:
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Numeri di emergenza e centri antiviolenza sul territorio.
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Il ruolo della Sezione Atti Persecutori del Ra.C.I.S. (Reparto Analisi Criminologiche).
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L’attività della Rete nazionale di monitoraggio sul fenomeno della violenza di genere, attiva nell’Arma dal 2014 per coordinare gli interventi con le altre Forze di Polizia.
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Mappatura delle caserme dotate di “stanze dedicate” all’accoglienza protetta delle vittime.
Questa settimana di riflessione non è un evento isolato, ma parte di una strategia di contrasto alla violenza di genere che l’Arma dei Carabinieri persegue quotidianamente. L’obiettivo è abbattere il muro del silenzio, offrendo alle vittime la consapevolezza di non essere sole e la sicurezza di poter contare su una rete istituzionale pronta a intervenire e proteggere.