In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Centro Antiviolenza “R. Lanzino” lancia un forte appello alla mobilitazione, tracciando un filo rosso tra le criticità locali e i conflitti internazionali. In una nota stampa diffusa all’indomani della manifestazione nazionale di Roma, il Centro sottolinea come la lotta per i diritti e la parità non conosca discontinuità tra il piano nazionale e quello globale.
La critica politica: dal contesto internazionale al DDL Bongiorno
Il CAV Lanzino pone l’accento sulla drammaticità dei conflitti in Palestina e Iran, descrivendoli come contesti in cui la violazione del diritto internazionale si traduce in una distruzione sistematica delle prospettive di autodeterminazione delle popolazioni, e in particolare delle donne.
Sul fronte interno, la nota esprime una ferma opposizione alle recenti proposte di modifica del DDL Bongiorno. Secondo il Centro, la sostituzione del concetto di “consenso” con quello di “dissenso” rappresenta un preoccupante arretramento legislativo e culturale:
“Una scelta politica scellerata che rischia di riportare l’Italia indietro di cinquant’anni, declassando le proposte originarie a semplici operazioni di gender washing“.
Il programma delle iniziative a Cosenza
Il Centro sarà protagonista di tre momenti chiave sul territorio cosentino per trasformare la riflessione in azione concreta:
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Sabato 7 marzo: Partecipazione all’incontro “Donne, sport e pari opportunità” presso l’impianto di atletica leggera di via degli Stadi, per discutere di inclusione nel mondo sportivo.
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Domenica 8 marzo (ore 11:00): Inaugurazione del murales dell’artista basca Mandioh in via degli Stadi. L’opera rientra nel progetto “Oltre il muro del silenzio”, realizzato in collaborazione con Gulìa Urbana.
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Domenica 8 marzo (ore 17:00): Manifestazione cittadina con partenza dall’Autostazione.
La scelta dell’Autostazione come punto di partenza non è casuale: il CAV la definisce una “piazza pericolosa”, specialmente per le donne. Attraversarla collettivamente rappresenta un atto politico per rivendicare il diritto alla sicurezza e alla libera circolazione negli spazi urbani a ogni ora del giorno.
L’appello allo sciopero
Il comunicato si conclude con un invito allo sciopero e alla partecipazione attiva per ribadire il “No” alla guerra — considerata la massima espressione della violenza patriarcale — e alle riforme legislative ritenute punitive per la libertà femminile.
